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L’intelligenza artificiale continua a cambiare le regole del gioco nel mercato del lavoro. Secondo Yoshua Bengio, uno dei massimi esperti mondiali, i lavori cognitivi, quelli che si svolgono davanti a un computer, sono tra i primi destinati a essere automatizzati. Le aziende puntano a ridurre i costi sostituendo le persone con algoritmi capaci di lavorare senza pause e senza stipendio.
Il rischio non riguarda solo chi scrive codici o gestisce dati. Anche i professionisti che svolgono attività fisiche come idraulici o elettricisti non potranno dormire sonni tranquilli a lungo. La robotica sta avanzando, e prima o poi sarà in grado di replicare abilità pratiche una volta ritenute “sicure”.
Bengio ha sottolineato che un’AI evoluta potrebbe non limitarsi a operare nel mondo virtuale. Se riuscisse a controllare robot nel mondo reale, potrebbe agire senza mediazioni, con conseguenze potenzialmente dannose per gli esseri umani. Questo scenario mette in evidenza che l’automazione non è solo un problema economico, ma anche di sicurezza.
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Secondo altri esperti, come Roman Yampolskiy, entro pochi anni potrebbe non avere senso assumere esseri umani per gran parte dei lavori, mentre Microsoft ha già indicato i 40 ruoli più esposti all’automazione. Il messaggio è chiaro: prepararsi a un mercato dove il lavoro umano sarà selettivo e le competenze digitali e creative saranno più cruciali che mai.
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