Il gioco non vale la candela

assassino candela mostro giovani morti
  • Share

“Il gioco non vale la candela”… Parole al vento! O almeno così pensavo finché non assistetti, quella sera, alla dimostrazione che questo proverbio fosse vero.

Ma non corriamo: quando la gente esce, nel mio paesino, si porta sempre con sé una candela, “per superstizione” dicono per coprire il fatto che manca l’illuminazione. Io noto questo perché, abitando al piano terra di una casa che si affaccia direttamente sulla via principale, osservo come, morta la luce del sole, la cittadina si popola di decine di lucciole che passeggiano per la strada, danzando confusamente con movimenti altalenanti per le due ore che dura la cera. Poi tutto si spegne: non appena la candela sta per finire, gli abitanti, come presi da un’angoscia inspiegabile, fuggono febbrilmente verso le loro abitazioni. “Certo che la superstizione regna sovrana in questo postaccio!”, mi ripetevo ogni volta che assistevo a questo esodo serale, finché non assistetti ciò che accadde quella notte.

assassino candela mostro giovani morti

Quella sera era un venerdì, e di conseguenza c’era più gente in giro: tutti erano divisi in gruppi e ognuno aveva una o più torce, creando una luce che contrastava l’impenetrabile oscurità della notte, accentuata dall’assenza della luna, coperta da nere nubi. Fra tutte le comitive di anziani e di giovani, una in particolare attirò la mia attenzione: una giovane coppia che, timidamente, si scambiava maliziose effusioni d’amore. Il ragazzo, che avrà avuto venticinque anni, di bell’aspetto, con dei capelli dorati e un viso infantile, sovrastava per corporatura la ragazza, di poco più giovane di lui, con dei capelli rosso vivo e dei lineamenti delicati. Aveva delle lentiggini , accentuate dalla luce della loro candela, più lunga rispetto alle altre, di quelle usate dai ricchi per poter rimanere fuori più a lungo. Il loro essere benestanti era accentuato dal loro vestiario, di seta finissima e ricamato con disegni dorati, che davano subito all’occhio.

Comments

comments

Articoli correlati