Il tavolo da parto rotante, un’invenzione a dir poco assurda

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Il tavolo da parto rotante, un’invenzione a dir poco assurda

| 16/02/2021
Il tavolo da parto rotante, un’invenzione a dir poco assurda

Nascita del tavolo da parto rotante

  • Il parto può essere difficile, doloroso e può durare molto a lungo
  • Una coppia, facendo una passeggiata allo zoo, ha deciso di semplificare la vita delle neo-mamme
  • Ha realizzato un tavolo da parto rotante
  • Una macchina che sfrutta l’accelerazione centrifuga per facilitare la fuoriuscita del feto
  • La teoria della coppia si basava sul fatto che la fuoriuscita del feto necessitasse di una forza propulsiva considerevole

 

All’incirca nel 1960, George Blonsky, un ingegnere felicemente sposato con una donna di nome Charlotte, stava facendo una passeggiata allo zoo. Mentre si trovava a curiosare tra le gabbie degli animali più disparati, assistette a una scena che lo convinse a inventare una macchina che sfruttava l’accelerazione centrifuga per facilitare il parto. Cosa aveva visto allo zoo? Un’elefantessa che si preparava a mettere al mondo il suo piccolo e che, prima di farlo, girava ininterrottamente su se stessa. Ed ecco il colpo di genio: perché non farlo fare anche alle femmine della nostra specie? Che splendida idea! Detto fatto. In poco tempo, i due coniugi inventarono il tavolo da parto rotante. Chiaramente George e Charlotte non avevano figli, altrimenti Charlotte avrebbe sicuramente avuto qualcosa da ridire in merito. E invece collaborò a questo progetto col marito.

La teoria di George Blonsky e signora era che la fuoriuscita del feto necessitasse di una forza propulsiva considerevole di cui non erano dotate tutte le donne. Con precisione, non ne erano dotate le donne più civilizzate. Perché la natura era in grado di fornire tutto il necessario per il parto naturale ma la donna moderna, tra le agiatezze della casa, non aveva sviluppato a sufficienza i muscoli necessari per affrontare un parto. E allora la scienza doveva andarle in soccorso con un tavolo da parto rotante.

Il brevetto del tavolo da parto rotante

Il brevetto era molto dettagliato, otto pagine piene che spiegavano minuziosamente come realizzare il tavolo da parto rotante e quali fossero le sue caratteristiche principali. In totale erano necessarie 125 componenti per costruirlo e ogni passaggio era illustrato da disegni numerati, per facilitarne la comprensione. In breve, si trattava di una sorta di barella sulla quale la donna veniva adagiata e legata con delle stringhe, a gambe aperte. Il tavolo rotante veniva messo in movimento e, sfruttando l’accelerazione centrifuga, compensava gli sforzi della donna, facendo uscire il feto dal grembo materno in breve tempo. Ma dove finiva poi questo bambino, una volta schizzato via? Su una rete. Come un pallone da calcio.

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Inutile dire che il progetto non ha mai visto la luce, è rimasto un brevetto, ancora interamente disponibile per la consultazione online. George e Charlotte per la loro invenzione e i loro sforzi hanno però ricevuto il premio Ig-Nobel (conosciuto in Italia come premio Ignobel) nel 1999. Si tratta di un premio satirico assegnato alle invenzioni più insolite, le più strane e le più assurde che fanno ridere, ma danno anche da pensare.

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