Muore d’infarto durante l’intimità in un viaggio di affari, la sentenza: “Incidente sul lavoro” [+COMMENTI]

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Muore d’infarto durante l’intimità in un viaggio di affari, la sentenza: “Incidente sul lavoro” [+COMMENTI]

| 16/07/2020
Muore d’infarto durante l’intimità in un viaggio di affari, la sentenza: “Incidente sul lavoro” [+COMMENTI]

Muore dopo un rapporto intimo consumato durante un viaggio di affari, la giustizia lo considera un incidente sul lavoro…

  • Un uomo di Parigi è deceduto per infarto dopo aver avuto un rapporto intimo nel corso di un viaggio di lavoro
  • Il caso è finito in tribunale, dove è stato stabilito che si è trattato di un incidente sul lavoro
  • I datori di lavoro hanno deciso di rivolgersi alla Corte d’Appello
  • La Corte d’Appello di Parigi ha confermato la precedente sentenza
  • Secondo il tribunale, durante un viaggio di lavoro, il dipendente è sotto l’autorità del suo datore di lavoro, in tutte le circostanze

 

Una recente sentenza della Corte d’Appello di Parigi ha riclassificato l’arresto cardiaco fatale di un tecnico della sicurezza, avvenuto dopo una relazione intima, come un incidente sul lavoro.  L’avvocato specializzato in diritto del lavoro Sarah Balluet sottolinea questa insolita decisione del tribunale in una delle sue pubblicazioni.

Il caso risale al 2013. Un dipendente della società TSO è morto durante un viaggio di lavoro nel Loiret. È stato trovato senza vita nella casa di una “perfetta sconosciuta”, con la quale aveva appena avuto una relazione carnale.

Una prima sentenza aveva qualificato questa morte come un incidente sul lavoro. Considerando che “l’infarto e la morte” del suo ex dipendente non erano “attribuibili al suo lavoro ma all’atto fisico”, il datore di lavoro ha poi deferito il caso alla Corte d’Appello di Parigi. Tuttavia, prima che il datore di lavoro si rivolgesse alla Corte d’Appello, la cassa malattia primaria (CPAM) aveva sostenuto che una relazione intima “fa parte della vita quotidiana come farsi una doccia o consumare un pasto”.

Secondo la CPAM, la vittima beneficiava quindi della “presunzione di imputabilità”. Il datore di lavoro non era stato in grado di fornire “la prova che il dipendente avesse interrotto la sua attività per compiere un atto totalmente estraneo allo scopo del suo lavoro”.

“Il dipendente non era al di fuori della sfera di autorità del datore di lavoro”

La Corte d’Appello di Parigi si è trovata d’accordo con il CPAM. Ha stabilito che il fatto di essere stato trovato in casa di una sconosciuta, piuttosto che nella stanza d’albergo a lui riservata, non poneva la vittima “al di fuori della sfera di autorità del datore di lavoro”.

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Per questo, ha riconosciuto l’infarto del dipendente come un incidente sul lavoro, secondo quanto stabilito dall’articolo L411-1 del Codice della previdenza sociale, nel quale si afferma che “ogni lavoratore ha diritto alla protezione per tutto il tempo del compito che svolge per il suo datore di lavoro”.

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