Incidenti di percorso

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Incidenti di percorso

| 15/11/2016
Incidenti di percorso

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Gli incidenti sono una strategia diabolica del destino, creata per ricordarci che siamo esseri umani e come tali, vulnerabili. In realtà non è vero, ma ti concedono una scusa plausibile per spiegare i tuoi problemi mentali accumulati nel tempo. Abbiamo provato a descriverne alcuni. 

Il termine “incidente” non ti è sicuramente nuovo e può avere molteplici significati. Sei sicuro, ad esempio, di averlo già sentito quando tuo padre spiegava agli amici i dettagli riguardo il tuo concepimento, dopo quella notte poco sobria all’ippodromo in compagnia di tua madre.

Tralasciando questo particolare, impari a conoscerlo molto presto, per esempio quando da piccolo giocavi a calcio con gli amici su lastre di amianto, e accidentalmente cadevi sbucciandoti le ginocchia talmente in profondità che risparmiavi ai tuoi genitori i soldi per la radiografia alla rotula. 

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Proprio con tuo padre avrai provato a fare a botte la prima volta, ma eri talmente piccolo che, con l’unico pugno decente che riuscisti a tirare, lo colpisti dritto in mezzo alle palle; tuo padre tirò una bestemmia così potente che prese vita e cominciò a seminare il panico sotto forma di terremoti sparsi su tutto il globo.

 

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Quando cominci a provare seriamente il dolore, poi, impari presto che molto spesso conviene sapere in anticipo a cosa andrai incontro e ad essere un minimo preparato su come funzionano le cose. Ovviamente tutto questo non lo sapevi, quando hai ignorato cosa fossero i freni della tua prima bicicletta e sei finito con la faccia dentro ad un albero, che hanno prontamente prelevato ed esposto al Louvre come inno alla stupidità umana.

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Se hai avuto problemi con un mezzo a due ruote, i problemi quelli veri cominciano quando passi a quelli con quattroQuando zio Egidio ti prestò il trattore per introdurti all’agricoltura, evidentemente si aspettava che tu avessi un Q.I. leggermente superiore a quello del mascarpone; si accorse di aver sbagliato solo quando si svegliò una mattina con il trattore sul lato sinistro del letto al posto di sua moglie.
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Il secondo incidente a quattro ruote è quello che commise l’esaminatore a rilasciarti la patente di guida, quando chiedendoti di fare un parcheggio “a lisca di pesce” ti vide entrare in retromarcia nella pescheria situata davanti alla scuola guida. Insomma: ciò che non hai imparato dal dolore fisico, te lo ha insegnato quello spirituale.

Arriviamo infatti all’incidente per eccellenza: l’amore.

Gli inglesi, su questo tema, hanno capito il suo reale funzionamento molto prima di noi: il termine “fall in love” si traduce letteralmente in “cadere in amore”. Esattamente, ”CADERE”, perché il dolore che si prova è probabilmente più intenso di un mignolo del piede che sbatte contro lo spigolo di un comodino, in una fredda notte d’inverno. 

8Sarebbe anche una cosa meravigliosa, se non fosse che il tuo primo amore sia stata Marinela, la cubista macedone che ti fece perdere la testa nel vero senso della parola, quando incaricò Roman di tagliartela dopo che provasti a toccarle il culo senza lasciarle venti euro nelle mutande. Volenti o nolenti, la vita ci sorprende sempre anche quando abbiamo preso tutte le precauzioni possibili. Sarà per questo motivo che hai cominciato a dubitare della fiducia della tua vicina di casa Elena, che ti ha rassicurato più volte di prendere la pillola, ma in questo momento è in ospedale a donare la vita al tuo terzo figlio “inaspettato”. Cioè lo chiamerai proprio Inaspettato, già che ci sei.

11Come molto spesso accade, anche gli incidenti hanno i loro risvolti positivi e ti permettono di mettere la testa a posto per un po’ di tempo (se Roman non ti ha ancora trovato). Le innumerevoli campagne contro il consumo di alcolici se devi metterti alla guida le hai sempre evitate come i libri scolastici ai tempi della scuola, finché non ti sei ritrovato faccia a faccia con la morte e sei sopravvissuto per poter raccontare che avesse le sembianze di un mattarello scagliato da tua madre, dopo quella volta che giocando a calcio in casa hai sfondato il mobile con la cristalleria. 

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Insomma, non abbiamo il potere di controllare tutto ciò che ci circonda, ma abbiamo quello di fare scelte ponderate per salvaguardare noi stessi e le persone che ci circondando.Quindi non guidare se devi bere. E possibilmente tieniti ad almeno dieci metri di distanza da Marianela, d’ora in poi.

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