India, il rituale religioso benaugurante: il lancio del bambino da 15 metri

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India, il rituale religioso benaugurante: il lancio del bambino da 15 metri

| 03/07/2020
India, il rituale religioso benaugurante: il lancio del bambino da 15 metri

India, il rito che augura buona fortuna alla vita terrena dei nascituri

  • In India da oltre 500 anni si pratica un rito “benaugurante” nei confronti dei nuovi nascituri
  • Il rito consiste nel lancio da una torre di 15 metri da parte di un sacerdote
  • Il gesto religioso, secondo la credenza del posto, garantirebbe “forza e fortuna” per il resto dell’esistenza terrena dei bambini
  • Il rituale è tipico degli Stati di Maharastra e Karnataka e viene considerato come un tributo agli dei

 

Gli Stati del Maharastra e del Karnataka in India portano avanti da circa 500 anni una tradizione a primo impatto molto pericolosa. Un sacerdote lancia un neonato dal tetto di un tempio indù su un telo, da un’altezza di circa 15 metri.

Il rito prende il nome di Baby Tossing Ritual e prevede che tutti i bambini con un’età compresa tra i 2 mesi e i 5 anni ne facciano parte. In particolare, il sacerdote lancia i neonati nudi da un tempio e con l’unica protezione di un lenzuolo tenuto teso da parenti ed amici, InduistiMusulmani che siano.

Presso alcuni templi, come ad esempio la moschea di Baba Umer Durga, a Solapur, in Maharastra, o il tempio indù di Sri Santeswar in Karnataka, o ancora il tempio di Shiva Parvathi, nel paesino di Nidoni. i sacerdoti prendono i bambini per braccia e gambe e li gettano dal tetto, in offerta al dio in segno di ringraziamento per la loro salute e di augurio di buona fortuna.

La leggenda

Durante il “lancio”, i genitori ed una folla immensa attendono l’arrivo del piccolo cantando e ballando.

Secondo la leggenda, un santo avvistò delle famiglie cui stava per morire un figlio, e chiese di costruire un santuario dal quale, in segno di fede verso di lui, avrebbero dovuto essere gettati i nascituri malati. I devoti, da allora, hanno fatto della pratica una tradizione che viene ripetuta da oltre 500 anni.

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Ancora oggi le organizzazione per i diritti dei minori continuano a denunciare questo fenomeno. Tuttavia ,sembra non sia mai stato causa di lesioni per i nascituri che ne hanno preso parte. Difatti, a chi condanna la tradizione, i devoti rispondono: “In 500 anni non è mai successo niente. E’ una tradizione che rispetteremo”. Ma anche gli indiani stessi non evitano le critiche. “E’ una pratica che va interrotta”, dice il presidente di Rationalist International.

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