Come gli inglesi ingannarono i nazisti con l’Operazione Carne Trita

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Come gli inglesi ingannarono i nazisti con l’Operazione Carne Trita

| 18/07/2018
Come gli inglesi ingannarono i nazisti con l’Operazione Carne Trita

Le guerre, si sa, sono eventi terribili.

Quando un uomo decide di imbracciare un’arma per farne fuori un altro, beh, non potrà mai uscirne nulla di buono. La conoscete tutti la canzone La Guerra di Piero, no? Ah, che tristezza. Ma è anche vero che la storia delle guerre che hanno segnato il globo è costellata di particolari storie di spionaggio. Eventi singolari, parti delle menti dei servizi di Intelligence delle divisioni governative o di gruppi organizzati.

Che siano accaduti successivamente alle Grandi Guerre, come il rastrellamento dei nazisti ad opera del Mossad, l’organizzazione dei servizi segreti israelita, oppure durante, come L’Operazione Carne Trita, lasciano dietro di loro un’aura di mistero e curiosità. Oggi vi raccontiamo l’Operazione Mincemeat, cerne trita per l’appunto, dove l’esercito inglese durante la II Guerra Mondiale, fece credere ai tedeschi di essere entrati in possesso di documenti importanti riguardo uno sbarco in Grecia. Un depistaggio in piena regola! E per metterlo in atto si servirono nientemeno che di un cadavere…

Forse non tutti sanno che il famoso sbarco in Sicilia avvenuto nel 1943 e la successiva risalita per la liberazione dell’Italia furono possibili proprio grazie all’operazione “carne macinata”. Ma partiamo dal principio.  Glyndwr Michael era un povero vagabondo, deceduto a seguito dell’ingestione di veleno per topi. Nessuno purtroppo avrebbe pianto la sua morte o la sparizione del suo cadavere. L’uomo fu vestito da ufficiale dei marines, con uniforme e tutto e gli fu data l’identità inventata del maggiore William Martin.

Due degli ideatori dell'operazione carne trita

Addosso gli furono messe delle lettere inventate di sana pianta che però suggerivano che gli alleati pianificassero di invadere la Grecia e la Sardegna, piuttosto della Sicilia. Il corpo sarebbe stato “a mollo” per diversi giorni, sintomo di una manovra aerea finita male e il successivo annegamento del falso pilota. L’idea fu del direttore della divisione di intelligence navale John Godfrey e del suo assistente Ian Fleming (il nome dovrebbe dirvi qualcosa), ovviamente con l’approvazione del primo ministro Winston Churchill.

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