Kim Peek l’uomo a cui si ispirò il film Rain Man ricordava interi libri a memoria

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Kim Peek l’uomo a cui si ispirò il film Rain Man ricordava interi libri a memoria

| 22/07/2021
Fonte: Facebook

La vera storia di Rain Man

  • Kim Peek è il vero Rain Man, colui che ha ispirato la storia scritta da Barry Morrow
  • Appena nato gli è stato diagnosticato un ritardo
  • Eppure Kim era un bambino prodigio e imparava a memoria tutti i libri che gli leggevano i genitori
  • Da adulto era in grado di leggere interi libri in mezz’ora
  • E di fare calcoli difficilissimi in pochi secondi

Kim Peek era un uomo dalla memoria straordinaria e il personaggio di Raymond nel film Rain Man si ispirò proprio a lui. Il suo interprete nel film, Dustin Hoffman gli dedicò l’Oscar vinto e lo sceneggiatore, Barry Morrow, decise di donagli il suo.

Alla sua nascita, nel 1951, i genitori di Kim Peek, Rain Man, ricevettero la diagnosi di ritardo mentale. Il bambino aveva una disabilità: soffriva di macrocefalia, il suo cervello era troppo grande e privo di corpo calloso, quindi non aveva la zona che di norma collega i due emisferi. Eppure questo “ritardo” sembrava in realtà un colpo di acceleratore. Kim era infatti un bambino prodigio che all’età di un anno e mezzo memorizzava ogni libro gli leggessero i genitori. A soli tre anni aveva già imparato a memoria l’intero dizionario. Dopo aver imparato a leggere, era capace di leggere entrambe le pagine contemporaneamente, una con l’occhio destro e l’altra con il sinistro nel tempo record di dieci secondi. Nell’arco della sua intera vita ha memorizzato ben dodicimila libri. No no, non solo letto, memorizzato. Riusciva infatti a ricordare il 98% del contenuto del libro, compreso l’indice, finendolo in mezz’ora.

Di cosa soffriva Kim Peek, il reale Rain Man

La patologia di Kim Peek, il vero Rain Man era la sindrome di Savant, definita anche patologia dell’idiota sapiente. Con questa malattia alcune facoltà semplici risultano difficili ma si diventa eccellenti in alcuni settori. Kim non riusciva ad abbottonarsi la camicia o a camminare in maniera normale a causa dei danni subiti al cervelletto ma aveva doti straordinarie. Era specializzato in quindici materie diverse. Riusciva a memorizzare anche interi spartiti, infatti poi cominciò anche a suonare il piano. Inoltre riusciva a fare calcoli impossibili in dodici secondi. Ad esempio poteva dire in un attimo che giorno della settimana fosse il 24 febbraio del 1587.

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Il suo era un caso fuori dal comune anche tra le persone che soffrono di questa patologia. Per questo motivo Barry Morrow quando lo incontrò decide di scrivere un film su di lui. Anche se, ammettiamolo, la vita vera di Kim appare anche più straordinaria del film stesso.

 

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