La gara di schiaffi mira a diventare uno sport

Le sfide sono diffuse in America e Russia con competizioni organizzate. Non mancano però le polemiche sui rischi di traumi per i giocatori

 

Le gare di schiaffi impazzano in Russia e in America e potrebbero diventare addirittura uno sport. Nello Slap Fighting i concorrenti stanno in piedi l’uno di fronte all’altro con le mani dietro la schiena in attesa di ricevere uno schiaffo dall’avversario. Il colpo viene sferrato a mano aperta e la sua intensità può lasciare disorientato per qualche secondo chi lo ha ricevuto. Alcuni giocatori si muovono a malapena, altri inciampano all’indietro o cadono a terra, altri vengono eliminati. Ogni giocatore ha a disposizione 60 secondi per riprendersi e sferrare a sua volta il colpo. Vince chi riesce a resistere di più alla raffica di sberle ricevute.

Le polemiche

Dana White, presidente dell’Ultimate Fighting Championship (un’organizzazione americana di arti marziali miste) vede nel combattimento con gli schiaffi una grande novità negli sport da combattimento. Diversi video di gare di schiaffi sono diventati virali sul web ma, se da un lato le competizioni attirano curiosi ed appassionati, dall’altro portano ad interrogarsi sulla sicurezza per i giocatori visti i forti colpi che ricevono sul viso. Il rischio è quello di avere un’encefalopatia traumatica cronica, o CTE, una malattia degenerativa del cervello che si ritiene sia causata da ripetuti colpi alla testa.

La Nevada Athletic Commission ha sancito la lega per le competizioni a Las Vegas, ma un ex presidente della commissione che regola gli sport da combattimento nello stato ha affermato che approvare i combattimenti è stato un errore.

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Chris Nowinski, cofondatore e CEO della Concussion Legacy Foundation, un ente che supporta atleti che soffrono di traumi cerebrali, ha definito le gare di schiaffi «una delle cose più stupide che si possano fare. Non c’è niente di divertente, niente di interessante e niente di sportivo. Si sta cercando di far passare un’attività per sport solo per fare soldi».

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