Quando la memorabilità incontra la poesia

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Ci sono casi in cui, anche se vi sembrerà strano, prosa e sintassi accompagnano i commenti e la memorabilità che ne deriva. No, Prosa e Sintassi non sono i nomi delle due moldave che hanno la fama di avere un buon rapporto qualità/prezzo giù in tangenziale.

Anche se all’epoca non esisteva, così come d’altronde non esistevano le birre marce da discount e forse nemmeno le gare di rutti indoor, studi scientifici effettuati da ricercatori dell’università di Barletta montana (NY) hanno dimostrato come quasi sicuramente, fossero già esistiti i social network, i massimi esponenti della poesia come Dante, Pascoli, Manzoni e D’annunzio sarebbero certamente stati in grado di compiere dei commenti memorabili che proprio levati. Tranne Giacomino “maiunagioia” Leopardi, che lui sarebbe rimasto a fare l’emo su Netlog cercando di attirare l’attenzione con piagnistei a base di pessimismo cosmico e inutili tentativi di approccio con “SilviaPaxxerella98″.

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Ebbene, anche se giunti ai nostri giorni e visto l’abbondare di ignoranza lessicale sempre più frequente oltre che alla capacità di scrittura dell’utente medio dei social, siamo orgogliosi di aver constatato come, in diverse occasioni, sulle foto postate su CM si sia palesata una vena poetica da fare invidia anche agli irti colli su cui piovviginando saliva la nebbia di Carducci. Quindi, per scoraggiare, smentire e far ricredere chi sino ad oggi poteva pensare che una buona formula per la memorabilità fosse un mix letale tra noncuranza nello scegliere alcolici marci con cui carburarsi, poca sobrietà nell’assumerli e capacità cognitive pari a quelle di un sedicenne al primo rave party, abbiamo deciso di portarvi quattro esempi lampanti di come sia possibile partorire delle piccole grandi perle poetiche, di quelle che farebbero annichilire anche i più grandi letterati della storia. Qualsiasi cosa significhi “annichilire”.

1) Ungaretti, come nessuno di voi saprà anche perché sennò non si spiega che siate su questo sito, scrisse e composte alcune delle opere più importanti e conosciute della propria esistenza mentre era impegnato a cercare di non fare una fine più brutta di quella del protagonista di American Sniper nei campi di battaglia della prima guerra mondiale. Sicuramente, non avrebbe immaginato che circa un secolo più tardi la sua “Soldati” sarebbe stata rivista in maniera così memorabilmente geniale da una donzella. 
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2) La leggenda narra che il fantasma di Omero, se si prova a leggere per tre volte a voce alta la domanda che questo povero disgraziato ha realmente posto su Twitter, appaia bestemmiando in foggiano cercando di colpire i talloni del malcapitato con schiaffi e sputi. Tuttavia, c’è chi è riuscito memorabilmente a dare una sorta di senso a questa immane ed ignorantissima storpiatura dell’ “Illiade”, costruendoci sopra questo capolavoro di memorabilità.
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3) Non sappiamo come sia andata a finire, ma da inguaribili romantici quali siamo ci piace pensare che in un mondo giusto questo ragazzo debba per forza aver avuto ciò che sperava. Che l’anima di Carducci vegli su di lui, e sulle sue prestazioni.

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4)  Non poteva certo mancare l’apporto del sommo Dante, in questa breve ma intensa classifica di memorabilità poetica. Benché i primi versi della “Divina Commedia” siano solitamente i più consoni alla storpiatura in base alle esigenze preposte dal caso (e no, non sappiamo assolutamente cosa significhi quest’ultima frase ma fa persona studiata, quindi lasca fare), in questo caso è stato come potete notare raggiunto un picco di memorabilità più alto del paradiso raccontato dal nostro amico Alighieri.

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5) Chiudiamo in bellezza con questo palese esponente de “la tocca piano”, una tecnica poetica che, siamo sicuri, avrebbe avuto sicuro effetto su Silvia se il buon Giacomino Leopardi l’avesse adottata già ai suoi tempi. 4-2 4
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