Le 8 razze di gatti più rare (e strane) del mondo

Dimentica i soliti Persiani e Maine Coon: ecco gli otto gatti più rari e curiosi del pianeta

 

Nel vasto mondo felino, non tutti i gatti nascono per diventare star dei social. Alcuni sono così rari che potresti non vederli mai, nemmeno in un’esposizione internazionale. Le razze più insolite sono il risultato di incroci selettivi, mutazioni genetiche o semplicemente mode passeggere che, come tutte le mode, vanno e vengono lasciando dietro di sé pochi ma affascinanti esemplari.

Tra le otto razze più rare troviamo il Bobtail Americano, nato in Arizona negli anni Ottanta e riconoscibile per la sua coda corta e tozza. È vivace, indipendente e con un’anima da esploratore, ma in Italia resta una curiosità da intenditori. Il suo cugino orientale, il Bobtail Giapponese, è invece un simbolo nazionale in Giappone, celebre per la coda arricciata e l’eleganza felina. In Europa è rarissimo, forse anche perché importarlo non è semplice.

Mini pantere e tigri da appartamento

Dal fascino orientale si passa al mistero: il Bombay è la “pantera domestica” per eccellenza, con il suo mantello nero lucido e lo sguardo magnetico. Dolce ma deciso, resta una razza poco diffusa fuori dagli Stati Uniti. Poi c’è il Toyger, il gatto-tigre creato per somigliare a un grande felino selvatico. Le sue striature perfette lo rendono un piccolo spettacolo vivente, anche se in Europa non ha ancora ottenuto il pieno riconoscimento ufficiale.

Maculati, ricci e controversi

L’Ocicat, con il suo manto maculato da leopardo, nasce da incroci tra Siamese e Abissino e combina eleganza e vivacità. Più insolito ancora è l’American Wirehair, che sfoggia un pelo corto e ruvido, difficile da gestire ma unico nel suo genere. Ancora più buffo è il Selkirk Rex, con la pelliccia arricciata e soffice che lo fa sembrare un personaggio di un cartone animato.

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Infine, arriva il Munchkin, il “Corgi dei gatti”, famoso per le sue zampette corte dovute a una mutazione genetica. È amato da alcuni, discusso da altri: molte associazioni europee lo rifiutano per i possibili problemi articolari. Raro, sì, ma anche un promemoria che l’estetica non dovrebbe mai superare il benessere animale. Insomma, dietro ogni razza rara c’è una storia, un po’ di fortuna genetica e tanta curiosità.

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