Uno studio lo dimostra: le tue costruzioni LEGO ti sopravviveranno

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Uno studio lo dimostra: le tue costruzioni LEGO ti sopravviveranno

| 27/04/2020
Uno studio lo dimostra: le tue costruzioni LEGO ti sopravviveranno

Tutti i bambini amano i LEGO, ma questo popolare gioco ha un lato oscuro.

  • Le costruzioni LEGO sono considerate un gioco educativo
  • Tutti i genitori ne regalano un kit ai propri figli
  • Peccato però che i mattoncini siano in plastica
  • Uno studio recente mette in luce quanto a lungo sopravvivano in Oceano

 

L’anatema nei confronti dei videogiochi è praticamente unanime. Ai bambini fa male stare ore e ore davanti allo schermo del pc. Altrettanto unanime è invece il consenso nei confronti dei mattoncini LEGO. Le costruzioni sono un gioco educativo che serve a far sviluppare la fantasia e che crea gli ingegneri del domani. Ahi. Ci duole informarti del fatto che anche gli inossidabili LEGO hanno qualche difetto.

E un difetto mica da niente: sono una concausa dell’inquinamento dei mari. Il perché è facile da spiegare: i mattoncini LEGO sono fatti in plastica. “Uno dei loro punti di forza” spiega Andrew Turner, professore di Scienze Ambientali all’Università di Plymouth “è proprio il fatto che sono molto resistenti”. Si sa che in mano ad un bambino si devono mettere solo giochi robusti, pena la loro immediata distruzione. Il problema è quando poi il gioco finisce nell’Oceano.

Sulle coste inglesi ogni anno vengono raccolte decine di centinaia di pezzi di costruzioni, al punto che è nato un gruppo chiamato “LEGO lost at Sea” (LEGO dispersi in mare). Tale gruppo nacque nel 1997, a seguito dell’affondamento di un bastimento carico di LEGO. I mattoncini che vennero persi in quel frangente furono ben 5 milioni. Ma non sono i soli che aleggiano tra i flutti, tra murene e delfini.

L’incredibile resistenza della plastica

Oltre ai mattoncini finiti in mare per via del disastro navale, ce ne sono almeno altri 2 milioni che vengono dallo scarico del bagno delle case dei bimbi. Nel mese di Febbraio 2020 sul giornale “Enviromental Pollution” sono comparsi i risultati dello studio condotto su 50 di questi pezzi, confrontati con i loro omologhi odierni. Si è potuto notare come le differenze siano tutto sommato poche.

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Certo, i pezzi che sono stati nell’Oceano per almeno quarant’anni (risalgono infatti tutti agli anni Settanta e Ottanta) sono un po’ sciupati. Hanno perso colore e brillantezza, e hanno gli angoli smussati, ma sono ancora riconoscibilissimi. Sulla base di questo, si stima che un singolo mattoncino può avere una vita media di 1300 anni. Insomma, ora sappiamo che i LEGO quasi certamente ci sopravviveranno. Ecco un buon motivo per mettere l’anima in ogni singola costruzione che facciamo.

 

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