L’incredibile pesantezza di avere 30 anni e sentirli tutti.

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Perché non si va in pensione a trent’anni? Questa è solo una delle domande che ci si pongono quando si entra definitivamente nell’età della vecchiaia. Domanda rivolta ovviamente al divano, il migliore amico del trentenne.

Ami la vita, ti piace viaggiare ed incontrare sempre persone nuove con cui condividere esperienze meravigliose. Ti svegli al mattino pieno di energia, e sorridi ad un nuovo giorno che sorge, carico di aspettative verso il futuro che stai cercando di costruire con tutto te stesso. Poi, improvvisamente, compi trent’anni, e la tua vita prende una piega totalmente inaspettata. Una piega molto simile a quella della copertina che hai sistemato con cura sul divano, e che indosserai anche in piena estate con 35 gradi, perché farà sempre “un po’ freschino“. Perché la vita a trent’anni è la stessa di uno smartphone moderno: funzionante, ma solo se perennemente attaccato ad un caricabatterie.

I seimila amici che avevi da ventenne si riducono ad un paio, perché tutti gli altri vorranno sempre proporti attività a cui non sarai più minimamente interessato. Se commetterai l’errore di uscire e darti un’opportunità, te ne pentirai dopo soli 7 minuti trascorsi a pensare al senso della vita, che ti riporterà immediatamente a casa. L’attività fisica rimarrà un concetto totalmente distaccato da te, e impugnerai il tuo bel libro di biologia della facoltà che hai abbandonato precocemente per ripassare il capitolo sulla locomozione. Per controllare se sia ancora possibile, sfiorati i trent’anni.

Il sistema immunitario sarà più in difficoltà della farmacia sotto casa nel trovarti i medicinali adatti ai tuoi sintomi, sempre nuovi e diversificati. In mezzo a tutto questo, dovrai lavorare per mantenerti e trovare un partner per riprodurti e per sentirti meno solo, perché l’amore lo hai lasciato nell’ennesima serie tv su Netflix. La nostalgia si impossesserà di te, rievocandoti ricordi magnifici di spensieratezza ai tempi della scuola, delle vacanze al mare con gli amici e dei flirt semplici, dove la psicologia era qualcosa di totalmente assurdo. Non temete, avere trent’anni ha anche dei lati positivi: pensare che arriveranno i quaranta, e magari la vita cambierà ancora. Sempre se l’artrosi non avrà preso totalmente il controllo del tuo corpo.

 

 

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