Longyearbyen: la città in Norvegia dove è illegale morire

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Longyearbyen: la città in Norvegia dove è illegale morire

| 03/05/2018
Longyearbyen: la città in Norvegia dove è illegale morire

Per quanto non ci piaccia affrontare la cosa, la morte è una parte naturale della vita, e prima o poi ci ritroviamo faccia a faccia con lei.

È quasi inimmaginabile, quindi, pensare che possa esistere un posto in grado di renderla illegale. Si, insomma, come si fa? E invece nell’estremo nord della Norvegia c’è una città chiamata Longyearbyen (hanno chiaramente battuto tasti a caso su una tastiera) e dagli anni Cinquanta ad oggi nessuno è morto lì.

Ok, detta così potrebbe trarre un po’ in inganno. Ovviamente la gente che vive lì ancora muore, ma è fuorilegge morire il loco. Di solito, i quasi-defunti vengono espulsi dall’insediamento prima di spirare per passere i loro ultimi giorni da qualche altra parte. Credeteci, c’è davvero una buona ragione, e non è dettata solo dal fatto che prima o poi il sottosuolo si riempirà di cadaveri. O non solo questo, almeno.

Longyearbyen è praticamente la fine del mondo. Un posto non particolarmente ospitale situato sull’isola di Svalbard, nell’estremo nord della Norvegia. Praticamente nel circolo polare artico.

E un terreno così in prossimità del polo Nord è un terreno che raramente passa a temperature più alte del sotto zero. Ciò significa che il terreno è in uno stato di permafrost: è congelato e non si scongela mai completamente.

Longyearbyen: dove è illegale morire

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