Lontre cattive ricercate in Alaska: indagano polizia e scienziati

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Lontre cattive ricercate in Alaska: indagano polizia e scienziati

| 09/10/2021

Almeno tre aggressioni in un mese

  • Carine, coccolose e violente: la gang delle lontre cattive
  • Tre aggressioni in un mese
  • L’attacco ad un bambino, ferito ma salvo
  • La violenza contro i cani
  • Una fedina pinnale sporca: i precedenti
  • La linea difensiva: un caso di legittima difesa?

 

Lontre cattive? A vederle così, con il musetto dolce e la pancia all’aria, tutto si potrebbe pensare tranne che di essere al cospetto di un animale aggressivo. E forse è quello che hanno pensato anche le persone che si sono avvicinate ad una vera e propria gang in carne e pelliccia in una città dell’Alaska.

Secondo quanto riferito, le autorità sarebbero metaforicamente a caccia di un gruppo di lontre cattive, responsabili di almeno tre aggressioni nell’ultimo mese. L’aspetto carino e coccoloso della lontra potrebbe essere stato il motivo che ha spinto Ayden, nove anni, e suo fratello, ad avvicinarsi ad un laghetto per filmarle.

Lontre cattive? Il primo attacco della otters gang

Il primo attacco della gang delle lontre ha avuto come vittima proprio il bambino attaccato da un animale che si è staccato dal gruppo per inseguirlo e saltargli addosso. Nella fuga il bambino sarebbe anche caduto procurandosi altre ferite, oltre ai morsi della lontra.

Gli altri due attacchi delle lontre cattive avrebbero invece avuto come primo bersaglio un cane, in entrambi i casi soccorso dall’umano di riferimento. La dinamica sarebbe identica: l’umano si sarebbe intromesso, diventando vittima a sua volta dell’attacco delle lontre. Nessuno ha però riportato ferite importanti, ma in passato non era andata così bene.

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La sporca fedina penale dell’animale acquatico

Nonostante vivano in acqua, la fedina penale delle lontre cattive non sarebbe affatto pulita. Un paio di anni prima degli episodi più recenti, due cani furono aggrediti dalle lontre violente mentre nuotavano in un lago e furono salvati dall’umano di riferimento. Nonostante non sia chiara l’identità degli animali accusati delle aggressioni, secondo un biologo si tratterebbe sempre dello stesso gruppo di lontre cattive.

Analizzando meglio la situazione, gli esperti del comportamento di questi animali hanno identificato la presenza dei cani come causa scatenante delle violenze. Si tratterebbe cioè di una reazione di difesa nei confronti dei cani presenti nel loro territorio. Difficilmente infatti sono stati riscontrati comportamenti simili in altri gruppi di lontre.

Impossibile conoscere la versione dei fatti delle dirette interessate: siamo però certi che se potessero parlare, ci direbbero che non si sono comportante da lontre cattive e che si è trattato di un attacco per legittima difesa contro bipedi e quadrupedi che si erano intrufolati in casa loro.

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