“Luciana, hai rotto Facebook!”, storia di una trollata nostrana

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Cosa succede quando una signora dai modi poco gentili, avente un livello di conoscenza di Facebook più bassa di Brunetta, ci scrive accusandoci di averle messo il “mi piace” a CM senza il suo permesso? Per chi se la fosse persa, vi raccontiamo la vicenda della prima trollata nostrana ai danni di Luciana. Che fa pure rima.

E’ un sabato sera apparentemente come tanti, quello del 5 novembre. Mentre siamo intenti a leggere i vostri messaggi privati [sì perché, nel caso non lo sapeste, li leggiamo TUTTI n.d.r], la nostra attenzione si sofferma su quello di una certa Luciana, una signora che con un fare un po’ brusco, ci intima in un linguaggio a metà tra l’italiano e l’etrusco di “levarsi dalla mia home”. Dopo i primi dieci minuti di disagio interiore e tentativi di traduzione cognitiva, capiamo che forse Luciana potrebbe aver inteso che, per qualche magico motivo, saremmo stati noi a metterle il “mi piace” a sua insaputa alla nostra pagina. Questo per noi è abbastanza da capire che ci può essere spazio per dare tributo alla regina delle trollate, quella storica della Google, così decidiamo presi alla sprovvista come siamo, di tentare il tributo aggiungendoci qualcosa di nostro. Tipo Ezio Greggio.

1Inutile spiegare ancora, quella che è riportata di seguito è esattamente ciò che è avvenuto in successione, senza alcun taglio. Lasciamo le considerazioni finali al termine delle schermate sottostanti:

2 3 4 5 6 7 8 9 10N.B. (Norcia – Bari): questo trollaggio, realmente accaduto nella nostra posta e riportato per intero, è ovviamente stato ispirato a quello storico della Google. Essendo stati colti “di sorpresa” ed avendo dovuto tirare fuori qualcosa seduta stante, abbiamo seguito quella linea guida. Alla fine abbiamo provato a spiegare come la povera Luciana potesse davvero levare il like a CM, ma non ha stranamente più voluto avere a che fare con noi. Che Salvatore Aranzulla sia con lei.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE (AKA VACCI, PRIMA CHE TI COMPAIA EZIO GREGGIO PERMANENTEMENTE SULLO SCHERMO): La storia di Caylan Clossick, quando l’internet trollò il ricercato. 

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