L’uomo sta diventando sempre più stupido: lo dice la scienza

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L’uomo sta diventando sempre più stupido: lo dice la scienza

| 26/09/2020
L’uomo sta diventando sempre più stupido: lo dice la scienza

La regressione del genere umano verso la stupidità: forse ha ragione Sgarbi?

  • Il genere umano starebbe progredendo – anzi regredendo – verso la stupidità
  • Gli antenati avevano una maggiore capacità di problem solving
  • I pericoli a cui erano esposti ne hanno accentuato le capacità intellettive
  • Più studi confermano questa tendenza
  • La speranza è che la curva torni a invertirsi

 

Brutte notizie per il genere umano: secondo la scienza si starebbe involvendo, avanzando rapidamente verso la stupidità. Di chi sia la colpa di questo stato di cose – se dell’uso sempre più massiccio della tecnologia o, semplicemente, del patrimonio genetico poco attrezzato a gestire la modernità o dell’ambiente sempre più inquinato – non è al momento dato sapere per certo: esistono delle ipotesi.

Siamo uomini o siamo capre?

Ma un dato appare evidente: i nostri antenati, costretti a sviluppare il loro talento per poter sopravvivere, erano decisamente più vispi. Lo scenario, quindi, è poco incoraggiante: l’homo sarà anche sapiens ma il suo intelletto va spegnendosi e la dabbenaggine si staglia all’orizzonte come destino comune di tutta l’umanità.

Di studi in tal senso ce ne sarebbero più di uno e il dato sconfortante è proprio questo: più scienziati, mettendo a frutto e nel corso di approfondimenti distinti la loro, questa volta sì, intelligenza, avrebbero appurato che ne rimane ben poca a disposizione del genere umano. Insomma, l’uomo è destinato a diventare stupido come la proverbiale capra?

La conferma in più studi

Nel 2012 un interessante lavoro in tal senso venne condotto da Gerald Crabtree (Geraldo Albero di Granchio) , genetista della Stanford University. A sentir lui, all’epoca del Paleolitico, i pericoli erano tali da spingere gli uomini a stare sempre all’erta e dunque ad affinare quella che oggi chiameremmo capacità di problem solving.

Secondo, inoltre, uno studio pubblicato nel 2018 sulla rivista Proceeding of the National Academy of Sciences, il quoziente intellettivo sarebbe andato via via diminuendo. Un vero e proprio tracollo dell’intelligenza.

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Le nuove generazioni di giovani non sarebbero in grado di dimostrare la stessa prontezza di spirito delle generazioni dei loro genitori e nonni, complici anche – secondo quanto rilevato dagli studiosi – il massiccio ricorso al computer e alla tecnologia. Che rappresenta, certamente, un veicolo importante di informazioni e contatti, ma anche un filtro rispetto alla realtà.

La regressione verso la stupidità sarebbe, insomma, un processo ormai in atto. La speranza? Che la crescita costante del quoziente intellettivo, cosiddetto effetto Flynn, osservato per i nati degli anni Sessanta – Settanta, torni a palesarsi. Così da permettere agli uomini di continuare a distinguersi, orgogliosamente, dalle capre.

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