Il bizzarro “maiale di mare” che respira dall’ano e mangia carcasse

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Il bizzarro “maiale di mare” che respira dall’ano e mangia carcasse

| 24/09/2020
Il bizzarro “maiale di mare” che respira dall’ano e mangia carcasse

Il maiale di mare è una creatura bizzarra che in realtà di suino ha davvero ben poco.

  • C’è una strana creatura che si aggira per i fondali oceanici…
  • Con la sua pelle rosata ed il suo aspetto paffuto, questo cetriolo marino viene amichevolmente chiamato maiale di mare
  • Ovviamente di suino non ha molto, a parte un vago richiamo al colorito
  • Si tratta però di una creatura molto particolare, che respira dall’ano e si nutre di carcasse
  • È altresì munito di pelle velenosa, zampe a tubo e antenne-piedi
  • Difficile da studiare, potrebbe vivere 10 come 100 anni

 

Dimenticatevi dolci maialini con le branchie; il maiale di mare è una creatura davvero molto lontana dai simpatici suini grufolanti. Chiamato così per via della sua tonalità rosata, questo animale che vive nei fondali oceanici è ben più simile ad un cetriolo di mare che ad un maiale. Nonostante l’apparenza forse tenera di questi giganteschi acari marini, i maiali di mare trascorrono tutto il loro tempo libero cercando carcasse da mangiare lungo i fondali. Una sorta di aspirapolvere del mare, dall’habitat talmente in profondità che è impossibile portarne uno a galla per studiarlo.

Scoperti alla fine del Diciannovesimo secolo, questi affascinanti animali pare portino con sé caratteristiche davvero interessanti. Innanzitutto, rispetto ai soliti cetrioli tubolari, questi esemplari rosati hanno i piedi. Piedi a tubo, che permettono loro di camminare, collegati ad un sistema vascolare acquatico. In pratica, composti prevalentemente di liquido, è come se si muovessero mediante pressione idraulica. E l’acqua gioca un ruolo chiave anche nella respirazione che, come avete avuto modo di leggere nel titolo, avviene tramite l’ano.

L’ano utilizzato come naso e talvolta come seconda bocca.

L’acqua viene pompata all’interno del corpo passando per l’ano e viene poi filtrata da una specie di polmone che si adopererà per dividerla dall’ossigeno. Davvero affascinante. Così, mentre se ne va in giro respirando dal sedere, il maiale di mare viene lasciato solo dai predatori, un po’ per il suo aspetto bizzarro, un po’ per la sua pelle velenosa. Una vita trascorsa in solitudine, bacchettando con organismi in decomposizione e agitando quelle che sembrano antenne ma che in realtà sono piedi. Piedi non fatti certo per camminare (non può mica muoversi a testa in giù!), bensì per riconoscere cos’è commestibile e cosa non lo è.

La bizzarra creatura si comporta come una specie di avvoltoio, il celebre uccello spazzino. Attende la morte e la decomposizione di un organismo, al fine di potersi nutrire del fango ricco di sostanze dove si è depositato e poi disciolto un cadavere. I piccoli tentacoli simili a dita che si agitano attorno alla bocca della creatura degli abissi, gli permettono di muoversi agevolmente tra il terreno ed il fango, spostandosi controcorrente. Seppur solitario, pare non sia insolito rintracciare mandrie di maiali marini attorno ad una stessa carcassa, magari grande come quella di una balena.

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Al momento, gli studiosi non posseggono informazioni numerose riguardo questa affascinante creatura degli abissi. La sua vita in profondità rende infatti piuttosto complesso uno studio approfondito. Il suo guscio estremamente delicato, poi, rende impossibile l’inserimento di una rete, cosa che limita ancor di più lo studio a terra. Per quanto ne sappiamo il maiale di mare potrebbe vivere dieci anni come cento, spazzolando via cadaveri dagli abissi oceanici e aumentando così la quantità d’ossigeno disponibile per le altre creature marine.

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