Malta paga i giovani per non guidare: 25.000 euro per dire addio alla patente

Un incentivo sorprendente per ridurre traffico e auto sull’isola

 

A Malta guidare è quasi una necessità quotidiana. Le distanze sono brevi, ma il numero di auto è enorme rispetto allo spazio disponibile. Così il governo ha deciso di sperimentare una soluzione decisamente fuori dagli schemi: pagare i giovani per non mettersi al volante.

Dal 1° gennaio 2026 è infatti attivo un programma che offre 25 mila euro agli under 30 disposti a rinunciare alla patente per cinque anni. Il contributo non arriva tutto insieme, ma viene distribuito in cinque rate annuali da 5 mila euro. L’obiettivo è semplice: togliere alcune auto dalle strade e alleggerire un traffico che sull’isola è diventato sempre più pesante.

I primi cento giovani hanno già accettato l’offerta

La proposta ha subito attirato curiosità e polemiche. Ma soprattutto ha trovato i primi volontari. Nei primi due mesi di applicazione del programma, infatti, 100 giovani hanno già aderito, riducendo rapidamente il budget iniziale. Il fondo pubblico destinato all’iniziativa è infatti di 5 milioni di euro e risulta già dimezzato.

Il contesto spiega perché il governo abbia scelto una strada così particolare. A Malta circolano circa 457 mila veicoli, mentre la popolazione è di circa 550 mila abitanti. Il rapporto non sarebbe così allarmante altrove, ma lo diventa se si considera che l’isola misura appena 317 chilometri quadrati. Negli ultimi anni la situazione è stata aggravata anche dalla crescita demografica: nel 2025 la popolazione è aumentata del 3,83%, con inevitabili ripercussioni sulla mobilità.

Regole rigide per chi accetta il bonus

Chi decide di partecipare deve rispettare condizioni piuttosto precise. Per ottenere il contributo è necessario vivere a Malta da almeno sette anni, possedere la patente da almeno dodici mesi e non aver mai subito revoche.

La regola principale è però molto chiara: chi accetta il bonus non può guidare alcun veicolo per cinque anni, né sull’isola né all’estero. Chi infrange il divieto rischia una multa di 5 mila euro, la restituzione parziale delle somme ricevute e possibili conseguenze legali. Durante questo periodo i partecipanti possono comunque utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici, una soluzione pensata per rendere la rinuncia un po’ meno drastica.

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Una misura che divide e fa discutere

Nonostante l’interesse iniziale, il provvedimento ha già acceso il dibattito. Alcuni osservatori sostengono che l’iniziativa rischi di avere un impatto molto limitato sul traffico. Anche nel caso in cui il fondo venisse completamente utilizzato, infatti, solo circa 200 persone rinuncerebbero alla patente. Tradotto in numeri, significherebbe ridurre il parco auto di appena lo 0,04%. Un risultato che per molti appare più simbolico che risolutivo, ma che intanto ha già trasformato una delle abitudini più comuni – guidare – in una scelta che, almeno a Malta, può valere 25 mila euro.

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