Fonte: Instagram
Chi avrebbe mai detto che un manga potesse mettere in crisi il turismo nipponico? Eppure è quello che sta succedendo con “Watashi Ga Mita Mirai”, il diario onirico a fumetti dell’autrice Ryo Tatsuki. La donna, che dagli anni Ottanta annota i propri sogni, è diventata improvvisamente una sorta di Cassandra del Sol Levante. La sua opera, pubblicata nel 1999 e poi aggiornata nel 2021 e 2022, ha acquisito una fama sinistra: già in passato avrebbe “previsto” il disastro di Fukushima, e ora annuncia un nuovo evento catastrofico in arrivo il 5 luglio 2025.
Non bastava l’overtourism da gestire dopo la pandemia, ora ci si mette anche l’astrologia a vignette. Secondo le nuove “visioni”, un asteroide sarebbe pronto a colpire tra Giappone e Filippine, generando onde anomale e fratture sottomarine. Dettagli inquietanti, certo, ma basati unicamente su sogni privi di qualsiasi base scientifica. Peccato che il mondo digitale non abbia bisogno di conferme razionali per farsi prendere dal panico.
Nel frattempo, tra video virali, post su TikTok e complottismi a buon mercato, la profezia ha superato i confini del Giappone. Il risultato? Una psicosi che ha già avuto ripercussioni concrete. I voli da Hong Kong verso il Giappone sono precipitati dell’83% proprio nel periodo clou previsto dalla visione. Compagnie come Greater Bay Airlines hanno tagliato i collegamenti per mancanza di passeggeri, mentre anche i flussi turistici da Corea del Sud e Taiwan risultano in netto calo.
Ironia della sorte, questo succede proprio mentre il Giappone cercava di correre ai ripari per contenere gli effetti dell’eccesso di turisti. La stagione dei ciliegi è appena terminata, e il settore si preparava a respirare un po’. Invece, ci si ritrova con hotel deserti e prenotazioni cancellate, tutto per un manga che – va ribadito – non è un bollettino geologico.
Tatsuki, da parte sua, ha provato a spegnere il fuoco. In un’intervista ha consigliato ai lettori di non prendere troppo alla lettera le sue visioni e di affidarsi al buon senso. Il problema è che il buon senso online spesso prende ferie. Anche le autorità locali, come il governatore della prefettura di Miyagi, hanno cercato di tranquillizzare i visitatori, ma la narrativa catastrofista è più affascinante dei comunicati stampa.
La casa editrice giura che tutto è frutto di suggestioni oniriche e che le vendite del manga – arrivate a sfiorare il milione di copie – non sono mai state pensate per generare allarme. Ma la viralità ha fatto il resto: oggi, “Watashi Ga Mita Mirai” è diventato un simbolo pop di previsione paranormale, con effetti collaterali da bollettino economico.
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Il paradosso è servito: un’opera dichiaratamente soggettiva ha inciso più di tante campagne promozionali. Il turismo giapponese si trova così a fare i conti con l’imprevisto più improbabile: la concorrenza di un manga apocalittico. In attesa del fatidico 5 luglio, l’unico tsunami certo è quello delle condivisioni online. E nel dubbio, pare che molti preferiscano posticipare il viaggio. Perché non si sa mai, magari anche i sogni, ogni tanto, ci azzeccano.
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