Fonte: Pexels
La vicenda arriva dalla città turca di Kayseri, dove una donna, indicata dai media con le iniziali HB, ha deciso di rivolgersi al tribunale per porre fine al matrimonio. Le accuse non riguardano solo discussioni domestiche o incomprensioni quotidiane, ma un insieme di comportamenti che, secondo la donna, avrebbero minato la serenità della relazione. Tra questi, umiliazioni verbali, atteggiamenti offensivi e una presenza costante del marito sui social media.
Al centro della causa finiscono soprattutto i like e i commenti allusivi che l’uomo, identificato come SB, lasciava sotto le foto di altre donne. Per la moglie non si trattava di semplici gesti virtuali, ma di una vera e propria violazione del dovere di fedeltà. I suoi legali hanno chiesto non solo il divorzio, ma anche un risarcimento economico.
SB ha respinto le accuse, presentando a sua volta una domanda di divorzio. Secondo la sua versione, la moglie avrebbe insultato suo padre e la sua gelosia costante avrebbe danneggiato la sua reputazione. Il tribunale ha analizzato entrambe le posizioni, valutando testimonianze e contenuti digitali.
Alla fine, i giudici hanno ritenuto il marito più responsabile della rottura del matrimonio. Nella sentenza si sottolinea come le interazioni online, apparentemente innocue, possano alimentare insicurezza emotiva e compromettere l’equilibrio della coppia. Per questo motivo, l’uomo è stato condannato a versare 750 lire turche al mese di mantenimento e 80.000 lire di risarcimento.
SB ha tentato di opporsi alla decisione, sostenendo che la somma stabilita fosse eccessiva. L’appello, però, è stato respinto. Il giudice ha ribadito che mettere like a foto provocanti di altre donne equivale a erodere la fiducia coniugale, elemento centrale in un matrimonio. La decisione è stata definita da molti come storica, perché apre la strada a una nuova interpretazione dei comportamenti digitali nelle cause di divorzio.
Leggi anche: Accetta di pagare il “mantenimento” dei gatti all’ex moglie fino a 10 anni dopo il divorzio
Secondo diversi avvocati turchi, il caso potrebbe avere un impatto significativo. Screenshot, messaggi e attività sui social potrebbero diventare prove sempre più rilevanti nei tribunali. Un legale intervistato dal quotidiano Haberler ha avvertito i cittadini: ciò che accade online non resta confinato allo schermo, ma può avere conseguenze concrete anche sul piano legale.
Share