Ricercato, si fa arrestare: “Meglio in prigione che passare il lockdown in casa”

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Ricercato, si fa arrestare: “Meglio in prigione che passare il lockdown in casa”

| 28/02/2021
Ricercato, si fa arrestare: “Meglio in prigione che passare il lockdown in casa”
Fonte: Pexels

Provati dal lockdown? Ecco la soluzione: meglio andare in prigione che chiudersi in casa

  • Un ricercato si è fatto arrestare nel Regno Unito
  • Si è consegnato alle autorità motivando così la sua scelta: “Meglio in prigione che a casa”
  • Stanco di passare il lockdown chiuso nell’abitazione, ha ben pensato di trovare questa soluzione
  • La notizia su Twitter è diventata virale
  • Ma sono in tanti a soffrire per le quarantene imposte dal Covid

 

Conoscete il detto “questa casa non è un albergo”, motto tipico di tutte le mamme? Quest’uomo ne ha preso spunto per una propria versione: “questa casa è peggio di una prigione”. La paradossale storia arriva dal Sussex, nel Regno Unito. Un ricercato si è infatti consegnato alle autorità locali perché si è detto stanco delle persone con cui viveva. A quanto pare il suo livello di (non) sopportazione verso i coinquilini era giunto ad un livello tale da pensare “meglio in prigione che a casa”. Ed è proprio ciò che ha fatto.

La vicenda è stata condivisa su Twitter da Darren Taylor, un ispettore del dipartimento di polizia del Sussex. Ed ovviamente il bizzarro tweet è diventato virale sul web. In queste poche righe Darren ha spiegato che l’uomo sperava di poter trovare in prigione più pace e tranquillità che a casa e per questo motivo ha deciso di arrendersi alla Legge. Ed il protagonista della nostra storia, la cui identità non è stata resa nota, ha ottenuto ciò che voleva. È stato infatti preso in custodia dagli agenti e portato in prigione.

Tante le reazioni al tweet dell’uomo che ha preferito la prigione a casa propria

Le reazioni al post dell’uomo che ha scelto meglio in prigione che a casa sono state le più disparate. C’è chi ha ammesso quanto l’isolamento sia difficile, ma questa – forse – non è la soluzione migliore. Un altro utente ha invece pensato di dare un suggerimento alla polizia stessa: rinchiudere l’uomo a casa sua perché, secondo lui, “questa sarebbe la vera punizione”.

Un fatto scatenato, con tutta probabilità, dall’entrata del Regno Unito in un terzo lockdown ad inizio gennaio, con restrizioni molto simili alla prima quarantena del marzo 2020. Gli psicologi stanno infatti segnalando un netto aumento di persone con sintomi di stress prolungato simile al burnout sul lavoro. Tra i sintomi rilevati vi sono problemi a dormire e di concentrazione. In più molte persone si sono dette alla disperata ricerca di un contatto umano dopo mesi di relativo o totale isolamento.

Un fenomeno diffuso nel Regno Unito a causa dei tre lockdown

Queste problematiche non sono prerogativa di chi vive da solo ma anche delle coppie. Secondo una relazione del Support Charity Relate, infatti, nell’aprile scorso quasi un quarto delle coppie ha affermato che stava lottando con i propri partner. A luglio, invece, l’8% delle persone intervistate ha sostenuto che il lockdown abbia fatto capire loro il bisogno di terminare la relazione in corso. Cifre che toccano il 15% tra i più giovani, nella fascia tra i 25 e i 34 anni. E infatti le richieste di divorzio sono aumentate del 300% lo scorso anno.

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Coppie in crisi, single, che ne dite del ragionamento di quest’uomo? Meglio in prigione che a casa da soli o con il proprio partner? L’idea ci pare un po’ sopra le righe, ma lasciamo ai posteri l’ardua sentenza.

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