Creato il miele al cioccolato grazie agli ultrasuoni e alle api senza pungiglione

In Brasile il cacao incontra il miele: quando la natura fa l’occhiolino alla scienza

 

Chi avrebbe pensato che il cioccolato potesse finire dentro il miele senza zuccheri aggiunti e senza far storcere il naso ai puristi? In Brasile ci sono riusciti trasformando i gusci delle fave di cacao, solitamente ignorati da tutti, in una vera miniera aromatica. Non c’è nessuna magia, solo una buona dose di ingegno e un ingrediente tanto semplice quanto insospettabile: il miele, usato come unico solvente naturale.

Il principio è elementare quanto brillante. Invece di ricorrere ad alcol o solventi industriali, i ricercatori hanno mischiato miele e gusci di cacao polverizzati. Il risultato? Un’estrazione delle molecole più interessanti del cacao, come teobromina, caffeina e composti fenolici, tutte note per le proprietà antiossidanti e cardiovascolari. Il sapore ricorda chiaramente il cioccolato, e a seconda delle proporzioni cambia intensità e carattere.

La tecnologia degli ultrasuoni e il ruolo delle api senza pungiglione

La parte più spettacolare non è nemmeno il sapore, ma il metodo. Gli ultrasuoni entrano in scena attraverso una sonda che vibra nella miscela, creando microbolle che scoppiano liberando piccole cariche di energia. Questo mini terremoto apre le pareti cellulari dei gusci, permettendo ai composti del cacao di migrare nel miele senza alcun aiuto chimico.

Il processo funziona benissimo con i mieli delle api senza pungiglione, che sono più liquidi e ricchi di acqua rispetto a quelli dell’ape europea. I ricercatori ne hanno testati cinque, tutti brasiliani, ottimizzando la procedura con il miele di mandaguari, che aveva la consistenza più adatta. Una volta trovato l’equilibrio, la tecnica ha funzionato anche con gli altri mieli, promettendo versioni locali del prodotto in diverse regioni.

Sostenibilità, mercato e una spinta alla biodiversità

L’intero metodo è stato valutato attraverso Path2Green, ottenendo un indice di sostenibilità positivo grazie all’uso di un solvente commestibile, alla riduzione di passaggi e al basso consumo energetico. Un vantaggio anche per piccoli laboratori che lavorano già cacao e mieli locali, che potrebbero integrare facilmente questa nuova produzione.

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Resta da capire come migliorare la conservazione dei mieli delle api senza pungiglione, spesso meno stabili di quelli tradizionali. Gli ultrasuoni, però, potrebbero contribuire anche alla riduzione del rischio microbico, rendendo il tutto più semplice da conservare. Le applicazioni non mancano: glasse, creme, gelati, bevande, cosmetici naturali e persino prodotti che valorizzano le api autoctone, fondamentali per gli ecosistemi brasiliani. Ogni vasetto potrebbe diventare un piccolo racconto di biodiversità, innovazione e territorio, con un sorprendente tocco di cacao.

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