Mistero Roswell: “Mio nonno ha coperto l’esistenza degli UFO”

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Mistero Roswell: “Mio nonno ha coperto l’esistenza degli UFO”

| 16/07/2022
Fonte: Pexels

Il nipote di un militare che ha indagato sul caso Roswell ha affermato che il nonno ha coperto l’esistenza degli UFO

  • Il diario segreto di un ufficiale potrebbe risolvere il mistero degli UFO di Roswell
  • Il nipote ha parlato in occasione del 75th Anniversary UFO Festival
  • Ha raccontato che il nonno fece vedere parti del “disco volante” a suo padre
  • Su un’asta in metallo c’erano disegnati degli strani simboli
  • Quando portò il materiale alla base militare gli venne ordinato di occultare tutto

 

Il diario segreto di un ufficiale potrebbe risolvere il mistero degli UFO d Roswell. Il maggiore Jesse Marcel era un ufficiale del controspionaggio vicino alla città di Roswell, nel New Messico, quando nel 1947 furono ritrovati in questa zona i detriti di una presunta astronave aliena. All’epoca era il responsabile della sicurezza della base aerea militare di Roswell e fu anche uno dei primi a recarsi sul luogo dell’incidente. Ciò che il maggiore Marcel trovò sul luogo fu inizialmente descritto da un comunicato stampa dell’esercito statunitense l’8 luglio come “lo schianto e il recupero di ‘un disco volante’”.

Lo stesso maggiore Marcel avrebbe descritto pubblicamente il relitto come “non di questa Terra”. Ma il giorno successivo il governo statunitense cambiò la versione, affermando che si trattava di un progetto militare che si era schiantato. La famiglia del maggiore ritiene che abbia subito pressioni da parte del governo degli Stati Uniti affinché ritrattasse la sua dichiarazione, ma dal diario personale dell’ufficiale potrebbe venire fuori la verità.

Sui pezzi del “disco volante” c’erano una serie di ologrammi

Parlando al 75th Anniversary UFO Festival di Roswell, nel New Mexico, il nipote Jesse III ha spiegato: “Mio nonno mi raccontava sempre questa storia, poi sorrideva e diceva: ‘C’è molto di più ma non posso dirtelo'”. Il nonno fu inviato ad indagare sulla scena dell’incidente e riportò alcuni pezzi degli strani detriti alla base dell’esercito. Prima, però, li fece vedere anche al figlio spiegandogli che si trattava di parti di un disco volante.

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“Guardando un’asta di metallo che aveva trovato, mio nonno notò che se la si osservava di lato apparivano una specie di ologrammi. Pensò si trattasse di una sorta di linguaggio alieno. Uno dei simboli era fondamentalmente un triangolo con una palla disegnata sopra”, ha aggiunto. Il nipote ha spiegato che una volta giunto alla base, al nonno venne ordinato di coprire l’incidente fingendo che il relitto fosse in realtà un pallone meteorologico.

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