I monaci che hanno vissuto a digiuno e di sola birra per quaranta giorni

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I monaci che hanno vissuto a digiuno e di sola birra per quaranta giorni

| 02/05/2021
I monaci che hanno vissuto a digiuno e di sola birra per quaranta giorni
Fonte: Twitter

I monaci e la dieta di sola birra per i quaranta giorni di quaresima

  • Durante il periodo di quaresima un cattolico non consuma carne o altre cose che ritiene particolarmente piacevoli
  • Nel 1627 dei monaci si sono nutriti di sola birra per quaranta giorni
  • Era il periodo di quaresima e volevano rinunciare totalmente al cibo
  • Realizzarono quindi questa sorta di “pane liquido” molto nutriente
  • Dopo un po’ di sbronze, si chiesero se quel pane liquido non fosse effettivamente un piacere che si stavano concedendo

 

Nel XVII secolo dei monaci digiunarono, nutrendosi di sola birra per quaranta giorni. Era il periodo di quaresima, per questo non decisero di accompagnare la birra con delle gustose patate al forno. Ma era quindi concesso loro bere in un periodo di penitenza? Eh sì, e vi raccontiamo il perché.

Nel 1627, dei monaci cattolici si stabilirono nella Germania meridionale, vicino Monaco, dove innalzarono il loro monastero Neudeck ob der Au (un ottimo suggerimento per una password). I monaci non erano tedeschi, erano originari del Sud Italia (e di dove altrimenti?), e facevano parte dell’Ordine di Francesco di Paola. Erano quindi noti anche come monaci Paulaner. Chi è cattolico prende molto sul serio il periodo di quaresima. Un momento di negazione di tutti i tipi di piaceri che allora potevano essere rappresentati da cibi gustosi come la carne e i latticini.

I monaci che vivevano di birra per quaranta giorni

I monaci non volevano solo privarsi di cibi deliziosi però. La loro devozione a Dio andava ben oltre. Decisero di intraprendere un digiuno completo di quaranta giorni. Per sopravvivere alla totale assenza di cibo crearono un’enorme quantità di birra (e ci crediamo). La birra era molto corposa e nutriente: bevendo quella, senza toccare cibo solido per quaranta giorni sarebbero sopravvissuti. Basti pensare che i monaci Paulaner chiamavano questa birra “pane liquido” per la sua alta concentrazione di malto. La ricetta di questa prima birra in stile doppelbock, in seguito, divenne il prodotto originale del birrificio Paulaner, fondato nel 1634. Una birra ancora apprezzata in tutto il mondo e bevuta persino all’Oktoberfest.

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Ma nel 1700 ai monaci Paulaner venne il dubbio che forse stavano sbagliando qualcosa nel loro modo di affrontare la quaresima. La birra era davvero forte, ne bastava poca per ubriacarsi, figuriamoci quanto potesse sballarli utilizzarla al posto dei tre pasti principali. Inoltre, aveva davvero un sapore delizioso. Che non fosse poi così adatta alla penitenza? I monaci Paulaner decisero di chiedere un responso al Papa, inviando al figlio di Dio preferito questo delizioso nettare degli dei…ah no, di quell’unico Dio che non potevano avere all’infuori di lui. Fortuna volle che durante il viaggio la birra si guastò. Il Papa la trovò tremenda e quindi assolutamente degna del periodo di penitenza. E così i monaci continuarono a ubriacarsi per dimenticare la fame durante la quaresima.

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