La monogamia fa male alla specie, lo dice la scienza

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La monogamia fa male alla specie, lo dice la scienza

| 02/07/2020
La monogamia fa male alla specie, lo dice la scienza

Tant is megl che uan! (semicit)

  • In natura esistono animali monogami, ma la loro scelta potrebbe non essere la migliore
  • Lo studio dell’Università dell’East Anglia sulla monogamia
  • Un insetto, non fedele se fosse solo per lui, è stato costretto alla monogamia; altri sono stati lasciati liberi di accoppiarsi con chi preferivano
  • Gli insetti monogami si sono impoveriti geneticamente, fino all’estinzione
  • Sopravvissuti gli infedeli, capaci di adattarsi ai cambiamenti
  • Non sappiamo ancora se valga anche per l’uomo

 

La coppia animale più famosa per la monogamia è probabilmente quella dei pinguini imperatori che scelgono un compagno o una compagna per tutta la vita. Non ne abbiano a male i fedeli (quasi) volatili, ma stare con lo stesso compagno per tutta la vita potrebbe non essere una buona idea, almeno per la sopravvivenza della specie.

Questa è la conclusione a cui ha portato uno studio realizzato dall’Università dell’East Anglia, che ha avuto per oggetto una specie animale molto piccola e sconosciuta ai più: il Tribolio delle farine, un piccolo insetto che deve il suo nome al fatto che infesti molto spesso farine e simili.

L’insettino di per sé non sarebbe molto fedele al partner, ma l’esperimento creato per studiare questo fattore ha permesso ad un gruppo di insetti di accoppiarsi con chi volessero, mentre l’altro gruppo è stato obbligato a mantenere la monogamia.

Proprio questa costrizione avrebbe causato un impoverimento genetico, che si renderebbe ancora più evidente in natura alla presenza di alcune condizioni particolari, come ad esempio il cambiamento climatico.

Finché morti non vi separi

I ricercatori hanno simulato il laboratorio condizioni di vita via via sempre più complesse per la sopravvivenza del piccolo insetto. Il gruppo che pratica la monogamia è stato quello che ha avuto la peggio nel affrontare queste condizioni, arrivando al punto di estinguersi definitivamente.

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Agli insetti a cui era invece concesso di accoppiarsi con chi preferivano, hanno invece mostrato una maggiore capacità di reazione e di adattamento alle condizioni che venivano loro poste di volta in volta. Lo studio ha preso in considerazione una specie precisa e non è quindi detto che il risultato possa essere esteso a tutti gli animali.

Nell’attesa di conoscere se questo modello sia valido anche per l’uomo, vi consigliamo vivamente di praticare la monogamia (a meno che il partner non sia d’accordo per altre forme di relazione), in quanto se scoperti potreste sperimentare l’estinzione anticipata per motivi molto diversi da quelli genetici. E non dite che non vi avevamo avvisati.

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