Proteste anti-razziste: supermercati svizzeri bandiscono i dolci “Moretti”

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Proteste anti-razziste: supermercati svizzeri bandiscono i dolci “Moretti”

| 12/06/2020
Proteste anti-razziste: supermercati svizzeri bandiscono i dolci “Moretti”

Dopo le proteste mondiali contro il razzismo, i supermercati Migros hanno deciso di ritirare dal mercato i cioccolatini “Moretti”

  • Dopo le proteste anti-razziste che si sono diffuse in tutto il mondo per via della morte di George Floyd, le aziende hanno cominciato a prestare attenzione al “politicamente corretto”
  • I supermercati svizzeri Migros hanno bandito i cioccolatini “Moretti” dai loro scaffali
  • L’azienda ha scelto di ritirare il prodotto perché il nome dei dolcetti “evoca razzismo
  • La decisione è stata annunciata tramite Twitter
  • L’opinione pubblica ha considerato la scelta dell’azienda come insensata

 

A seguito delle proteste contro il razzismo che si sono diffuse a macchia d’olio in tutto il mondo dopo la morte del quarantaseienne afroamericano George Floyd – avvenuta durante l’arresto da parte di un poliziotto – i supermercati svizzeri hanno deciso di bandire definitivamente i famosi cioccolatini “Moretti“.

Questi dolcetti sono noti anche con il nome di “Teste di moro”, una traduzione più fedele al loro nome originale – Mohrenköpfe – rimasto invariato fin dal 1946. Da anni ormai l’azienda Dubler ha ricevuto numerose segnalazioni circa il nome dei dolcetti, ma la società svizzera si è sempre rifiutata di cambiarlo.

Ad oggi, sulla scia delle varie proteste contro il razzismo, è stato condiviso online un video – attualmente rimosso – nel quale si denunciava l’evocazione razzista insita nel nome dei cioccolatini. Per questo, i supermercati Migros hanno deciso di ritirare dal mercato i dolci dal cuore di albume.

“Abbiamo deciso di rimuovere il prodotto dalla gamma. L’attuale dibattito ci ha spinto a rivalutare la situazione. Siamo consapevoli che questa decisione porterà a ulteriori discussioni”, ha scritto l’azienda tramite un post condiviso su Twitter.

Il dibattito sui social

Questa scelta ha inevitabilmente scatenato il dibattito sui social circa l’eccesso di scelte “politicamente corrette” da parte delle aziende, ritenendo “insensato” il motivo del ritiro del prodotto sul mercato.

Ad ogni modo, sembra che non sia la prima volta che qualcuno lanci una protesta contro il nome dei famosi cioccolatini.

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Nel 2017 ci fu una petizione che chiedeva il cambio della denominazione dei dolcetti perché “palesemente razzista”.

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