Fonte: DroidUp
Nel panorama sempre più affollato della robotica umanoide arriva una nuova protagonista. Si chiama Moya ed è stata presentata dalla startup cinese DroidUp come il primo robot biomimetico al mondo alimentato da intelligenza artificiale. L’obiettivo non è solo muoversi come un essere umano, ma somigliargli in modo convincente.
Moya riproduce una serie di caratteristiche tipicamente umane: andatura, espressioni facciali, pelle realistica e persino temperatura corporea. La versione femminile è alta 165 centimetri e pesa 32 chilogrammi. La sua superficie è calda al tatto, con una temperatura compresa tra 32 e 36 gradi Celsius, un dettaglio che secondo diversi studi contribuisce alla percezione di vicinanza e familiarità attraverso il contatto.
Secondo l’azienda, il robot può essere configurato con caratteristiche maschili o femminili, adattando aspetto e stile in base all’ambiente di utilizzo. DroidUp parla di impieghi in ambito sanitario, educativo e di compagnia, sottolineando la flessibilità del progetto.
Sul piano tecnico, la società dichiara un’accuratezza del 92% nella camminata rispetto a quella umana. Tuttavia, i video diffusi online mostrano un’andatura che, pur sofisticata, lascia percepire quel restante 8% di differenza. Non proprio una passeggiata indistinguibile da quella di una persona reale.
Dietro gli occhi di Moya si trova una telecamera alimentata da intelligenza artificiale, capace di rilevare la presenza di persone nel suo campo visivo. Il robot può interagire verbalmente e accompagnare le parole con micro espressioni del volto, nel tentativo di rendere lo scambio più naturale.
DroidUp ha definito Moya il proprio “punto più alto nella tecnologia bionica”, ma le reazioni sono state contrastanti. Alcuni utenti sui social hanno elogiato il livello di dettaglio e innovazione, altri hanno descritto il volto e la camminata come “inquietanti”.
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La commercializzazione è prevista entro la fine dell’anno, con un prezzo di partenza di 1,2 milioni di yuan, circa 173.000 dollari. Non sarà però un prodotto pensato subito per il grande pubblico: le prime destinazioni saranno strutture sanitarie e istituti educativi. In un settore in cui la corsa all’umanoide perfetto è sempre più serrata, Moya prova a distinguersi puntando su un elemento spesso trascurato: il calore della pelle. Non solo sembrare umani, ma anche esserlo al tatto.
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