Nairobi Birdman, il senzatetto che salva gli uccelli (e sfida i pregiudizi)

Il guardiano degli uccelli di Nairobi che divide tra stupore e sospetto

 

Rogers Olu Maguta ha 27 anni e un dettaglio che lo rende impossibile da ignorare: spesso cammina per le strade di Nairobi con rapaci appoggiati sulla testa e sulle spalle. Non è una performance, non è folklore urbano. È la sua quotidianità. In Kenya lo chiamano Nairobi Birdman, l’uomo degli uccelli di Nairobi.

Vive per strada, con risorse minime, eppure divide quel poco che riceve con i suoi compagni piumati. Se trova un pasto donato, una parte è per loro. Il suo obiettivo è semplice e dichiarato: curare gli uccelli feriti e rimetterli in libertà. Alcuni se ne vanno. Altri restano, legati a lui da un rapporto che assomiglia alla fiducia.

Dalle proteste del 2025 alla fama sui social

Il suo volto diventa noto nel 2025, durante le grandi proteste contro il governo che riempiono le strade della capitale kenyota. In mezzo alla folla di giovani manifestanti, Rogers spicca per quella presenza insolita di ali e artigli posati con naturalezza sulle sue spalle. Le immagini fanno il giro dei social in poche ore.

L’attenzione, però, non è solo benevola. Le forze dell’ordine lo scambiano per un possibile leader dei dimostranti e lo colpiscono con i manganelli. La scena rafforza la sua notorietà. Da quel momento, Nairobi Birdman diventa un’icona urbana, sospesa tra curiosità popolare e diffidenza.

Un legame nato sotto un albero

L’inizio di tutto risale a cinque anni fa. Rogers, cresciuto a Nairobi e abituato fin da piccolo a osservare fenicotteri, cicogne e nibbi al Lake Nakuru National Park, racconta che un giorno un piccolo nibbio ferito gli si avvicinò mentre divideva del cibo con altri senzatetto.

Lo nutrì. Lo chiamò Johnson. Da lì nacque un rapporto stabile. Le persone iniziarono a portargli altri uccelli feriti. Senza formazione specifica, Rogers fece ciò che poteva: li accudiva, li nutriva, aspettava che fossero pronti a volare via. Oggi sostiene di aver salvato decine di esemplari appartenenti a oltre 20 specie diverse.

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Tra superstizione e missione personale

Non tutti comprendono ciò che fa. Alcuni pensano che utilizzi magia o poteri soprannaturali. Lui risponde con pragmatismo: il suo compito è aiutarli e poi liberarli. Attraverso TikTok, Instagram e Facebook racconta la sua vita di strada e il suo impegno per gli animali. Non ha una casa e fatica a mantenersi, ma continua a occuparsi dei suoi rapaci. Con una costanza che non ha bisogno di effetti speciali per farsi notare.

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