La nuova musica della NASA: melodie a suon di stelle, galassie e buchi neri [+VIDEO]

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La nuova musica della NASA: melodie a suon di stelle, galassie e buchi neri [+VIDEO]

| 07/04/2021
La nuova musica della NASA: melodie a suon di stelle, galassie e buchi neri [+VIDEO]
Fonte: Pixabay

La NASA lancia la sua musica interamente realizzata con i suoni provenienti dallo spazio

  • La NASA ha trasformato l’Universo in un’orchestra creando la propria musica
  • Ha realizzato una compilation con tutti i suoni provenienti dallo spazio
  • Ciò è stato possibile grazie all’ausilio dell’osservatorio Chandra X-Ray
  • I video musicali sono presenti sul canale Youtube della NASA
  • Obiettivo dell’iniziativa è quello di far conoscere l’Universo in modo semplice e coinvolgente

 

Da tempo immemore, l’Universo produce suoni che la NASA ha finalmente deciso di sfruttare per realizzare musica. Mediante l’alta tecnologia dell’osservatorio Chandra X-Ray, l’agenzia aerospaziale statunitense ha utilizzato infatti il suono di stelle, galassie e buchi neri convertendoli in motivetti orecchiabili.

Le strumentazioni del Chandra hanno tradotto in musica le immagini giunte ai raggi X raccolte dal satellite artificiale e dalle missioni spaziali in un determinato arco temporale. Il progetto, che prende il nome di Universe Of Learning, oltre il Chandra X-Ray include altri mezzi all’avanguardia, tra cui figurano i telescopi spaziali Hubble e Spitzer.

Tra le tracce prodotte, spiccano i titoli di M51 – SonificationCat’s Eye Nebula (NGC 6543)Chandra Deep Field South.

La NASA investe nella musica: le sinfonie

L’agenzia aerospaziale statunitense ha pubblicato sui propri canali interattivi alcuni video delle melodie prodotte e derivanti da varie tipologie di galassie. Tra queste, spicca senza dubbio una delle più studiate dalla NASA, la Bullet Cluster, famosa per aver fornito per prima la prova diretta dell’esistenza della materia oscura, il misterioso elemento invisibile che occupa circa il 25% dell’Universo.

Per ottenere questo risultato, gli esperti della NASA hanno abbinato una tipologia diversa di strumenti ad ogni lunghezza d’onda captata. In questo modo, i raggi X di Chandra sono classificati come ottoni, i dati di Hubble come strumenti a corda e quelli a infrarossi di Spitzer come mezzi musicali in legno.

Altre osservazioni divenute musica sono quelle riguardanti la Nebulosa Granchio, derivante dai resti di una stella esplosa. I telescopi spaziali hanno catturato il suo punto focale, generatosi da una cospicua stella di neutroni che ha la capacità di ruotare su ste stessa in modo molto celere e formatasi a seguito del collasso dell’astro.

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Scopo dell’iniziativa della NASA è quello di diffondere il più possibile la conoscenza del nostro Universo, facendo scendere in campo anche la musica. Un nuovo modo di approfondire lo spazio attraverso immagini ed elementi sonori lasciando però libero arbitrio all’originalità degli elementi senza alterarli.

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