La NASA scopre l’esistenza di universi paralleli

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La NASA scopre l’esistenza di universi paralleli

| 26/05/2020
La NASA scopre l’esistenza di universi paralleli

Non sei “Ai confini della realtà” e nemmeno su Candid Camera.

  • Tra gli anni Cinquanta e Sessanta di cominciò a parlare di multiverso
  • Era però un’idea relegata alla fantascienza
  • Oggi invece diventa una possibilità più concreta
  • In Antartide gli scienziati NASA hanno rilevato delle particelle dal comportamento singolare
  • Potrebbero provenire da un universo parallelo al nostro

 

Erano gli anni Sessanta quando la fantascienza cominciò ad ipotizzare l’esistenza di universi paralleli al nostro. Nel 1952 era stato un pioniere della fisica quantistica, Erwin Schrödinger (sì, quello del famoso gatto), a elaborare teorie su un possibile “multiverso”. Si avanzava cioè l’idea che il nostro universo esistesse in modo contemporaneo ad altri infiniti universi, separati dallo spazio-tempo.

Viste le flebili evidenze a sostegno di tale teoria, essa rimase confinata nelle pagine dei libri fantastici o in qualche pellicola cinematografica. Fino ad arrivare ad oggi, 2020, quando delle rilevazioni effettuate dagli scienziati della NASA in Antartide potrebbero portare le prove che almeno un altro universo, parallelo al nostro, esiste. È un universo che va “al contrario”, cronologicamente parlando.

Tutto ha inizio quando gli scienziati della base antartica NASA decidono di innalzare in cielo con dei palloni aerostatici ANITA. Che non è una loro amichetta, ma un acronimo che sta per Antarctic Impulsive Transient Antenna. Si tratta di un dispositivo capace di raccogliere segnali energetici, e l’atmosfera antartica è perfetta per l’assenza di ogni tipo di distorsione radio. In effetti, qualcosa ANITA ha registrato.

Un mondo alla rovescia

ANITA ha rilevato un “vento” di particelle ad alta energia, e fin qui nulla di eccezionale. Le particelle ad alta energia sono le sole che non riescono ad attraversare la Terra. Esse possono provenire solo dallo spazio esterno. Quelle intercettate da ANITA, però, venivano invece dal “basso”. Le spiegazioni possono essere tante, ma una è quella che appare più avvincente e a dir poco rivoluzionaria.

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Queste particelle arriverebbero da un universo parallelo, creatosi con il nostro milioni di anni fa, al momento del Big Bang. Esso è opposto a noi, ovvero si muove a ritroso. Naturalmente c’è chi è entusiasta di questa idea, altri invece scuotono il capo con scetticismo. Possono essere fatte altre ipotesi, ovviamente, ma è la prima volta che il multiverso si palesa con tanta forza. E noi adesso potremo immaginare qualcuno come noi, che ringiovanisce invece di invecchiare, ma che magari, proprio come noi, beve birra e rutta liberamente davanti alla tv.

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