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Sottoporsi a un ritocco estetico per valorizzare lo sguardo è una scelta comune, ma affidarsi alla struttura sbagliata può trasformare il sogno in un thriller legale ad alto tasso di assurdità. La sfortunata protagonista di questa vicenda è una donna cinese di cognome Wang, la quale nel giugno del 2020 si è rivolta alla Meixi Cosmetic Surgery Clinic. La struttura si trovava nella città di Suzhou, all’interno della provincia dello Jiangsu, e offriva interventi di blefaroplastica asiatica per modificare la piega della palpebra superiore. L’operazione è stata eseguita da una sedicente chirurga di nome Meng, che all’interno della medesima azienda ricopriva abusivamente anche il ruolo di direttrice del marketing.
Dopo aver pagato la somma di 12.000 yuan, l’equivalente di circa 1.800 dollari, la paziente ha iniziato ad avvertire dolori lancinanti fin dalla prima notte successiva alle dimissioni. Liquidata inizialmente con un superficiale invito a pazientare, la situazione medica è precipitata nel giro di poco tempo a causa del progressivo peggioramento dei sintomi visivi. Le palpebre hanno iniziato a girarsi verso l’esterno e gli occhi a secernere liquidi in modo continuo, costringendo la donna a correre in un ospedale vero. Lì i medici hanno scoperto la lesione dei condotti lacrimali provocata dall’errata esecuzione del trattamento chirurgico iniziale.
Nemmeno un successivo intervento riparatorio è riuscito a risolvere del tutto il gravissimo danno palpebrale, lasciando la sventurata nell’impossibilità fisica di chiudere del tutto gli occhi persino mentre dorme. Nel 2022 un’agenzia locale ha certificato per la giovane un’invalidità di livello nove su una scala di dieci, spingendola a denunciare la dottoressa. Le indagini ufficiali hanno svelato che la clinica operava senza alcuna licenza commerciale e che la stessa Meng non possedeva alcuna abilitazione medica. Per evitare una probabile condanna alla reclusione, i legali dell’imputata hanno proposto un accordo transattivo prima della sentenza del giudice.
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L’intesa prevedeva un risarcimento di 850.000 yuan a favore di Wang, vincolato però alla totale cancellazione dei post social e all’obbligo assoluto di non rilasciare dichiarazioni ai media. Il contratto stabiliva una penale di 400.000 yuan in caso di violazione, una clausola che si è trasformata in una vera e propria trappola. Quando la finta dottoressa ha iniziato a pubblicare video offensivi contro la vittima, la cognata e la stessa Wang hanno risposto online per difendersi. Purtroppo la reazione web ha violato l’accordo scritto e il tribunale ha condannato la paziente a pagare i 400.000 yuan di penale alla sua carnefice.
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