Notizie DEL nulla: quando i giornali non sanno cosa scrivere [+VOSTRI COMMENTI]

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Notizie DEL nulla: quando i giornali non sanno cosa scrivere [+VOSTRI COMMENTI]

| 16/07/2020
Notizie DEL nulla: quando i giornali non sanno cosa scrivere [+VOSTRI COMMENTI]

Le notizie, quelle disperate

  • Diffondere notizie è un compito delicato
  • Oltre alla responsabilità di offrire un’informazione corretta, i giornali cartacei hanno anche il problema dello “spazio”
  • A volte non ci sono sufficienti articoli che riescano a riempire l’intera pagina
  • Per questo, alcuni reporter si affidano a notizie di minor spessore
  • Tuttavia, alcuni articoli riportati sui quotidiani trasudano “disperazione

 

Dopo le  innumerevoli notizie sul COVID-19 e altrettante news dal titolo catastrofico e contenuto decisamente più moderato, un giornale cartaceo deve comunque “riempire” gli spazi vuoti. E quando non ci sono notizie è un problema. Anche se può sembrare il contrario, possiamo garantire che scrivere un articolo non è semplice. Bisogna riuscire a scovare il giusto argomento da trattare, rimanendo costantemente in equilibrio tra il “politicamente corretto” e la – giustissima – lotta all’allarmismo e il clickbait.

Non stupisce quindi che – soprattutto in questo periodo – alcuni reporter  siano alla ricerca di notizie “minori“, magari più leggere, o semplicemente più comuni. Ed ecco che cominciano a fioccare alcuni articoli che rasentano l’assurdo. I loro titoli trasudano disperazione da parte dell’autore senza una vera notizia tra le mani. Analizziamoli nel dettaglio.

“Il mistero della mascherina”

In questo articolo viene segnalato un atto oltraggioso. Una mascherina è stata “abbandonata” in strada da qualche incivile. La foto che accompagna l’articolo mostra la “raccapricciante” scena, priva di qualsiasi indizio su chi possa essere il colpevole.

Chi mai può aver compiuto un crimine così efferato? E perché? A questo punto l’articolo si fa interessante. L’autore ipotizza alcuni scenari come un viaggio in auto o una sessione di jogging. L’intero pezzo riesce a ricoprire lo spazio di ben due colonne di giornale.

L’autore prosegue la sua “inchiesta” con un cambio repentino di personalità. In un primo momento, cerca di giustificare il colpevole affermando che “forse non poteva distrarsi”. Subito dopo, invece, lo condanna come una specie di “untore” incivile che ha messo a rischio la salute della comunità.

“Piccione morto”

In questo secondo articolo, fortunatamente più breve, un giornale segnala la presenza di un piccione morto sul sagrato della cattedrale di Monopoli.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, il volatile  sembrava di età giovane, quindi “Ah, anche avicoltore!” (semicit.).  La carcassa è stata ovviamente rimossa dalla ditta di smaltimento rifiuti. “Pace all’anima sua”, verrebbe da dire.

Non è uno spettacolo quotidiano, ma non è nemmeno così insolito vedere questi poveri volatili morti stecchiti per le strade.

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Le cause? Nella maggior parte dei casi un vero e proprio “strike” effettuato da un’automobile, ma dato che il pennuto è stato ritrovato proprio di fronte la chiesa, è probabile che si tratti di “piccionicidio“.

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