Per il fisco è nullatenente, ma gira su una Ferrari da 250.000 dollari: scoperta frode milionaria

Fermato a 250 km/h, ma risultava “senza reddito”

 

Non è una scena da film, ma un controllo stradale finito in un’inchiesta per frode. Nella regione francese di Vaucluse, la polizia ha fermato una Ferrari Portofino rossa che viaggiava a quasi 250 chilometri orari. Un’auto dal valore stimato di circa 200.000 euro, pari a 250.000 dollari.

Fin qui, un classico caso di eccesso di velocità con auto di lusso. La sorpresa è arrivata durante l’identificazione del conducente. L’uomo, elegante e sicuro di sé, ha dichiarato agli agenti di non avere un lavoro, né beni intestati, né alcun reddito. In altre parole, risultava senza casa e senza entrate dichiarate, pur essendo al volante di una supercar.

L’auto, la famiglia e la società immobiliare

Alla domanda su chi fosse il proprietario della Ferrari, il conducente ha risposto che apparteneva alla madre. I controlli hanno però mostrato che il veicolo era registrato a una società immobiliare gestita dallo stesso uomo insieme alla madre e a due fratelli.

Gli approfondimenti hanno fatto emergere un quadro ben diverso da quello dichiarato. Secondo gli investigatori, la famiglia conduceva una vita agiata, tra shopping di lusso e viaggi in destinazioni esclusive, mentre sulla carta risultava disoccupata e priva di risorse. Questo status consentiva loro di percepire aiuti economici dal CAF, il fondo francese per gli assegni familiari.

Sussidi pubblici e redditi mai dichiarati

Le autorità contestano un sistema organizzato per sottrarre fondi allo Stato e non dichiarare i ricavi derivanti dalle attività immobiliari e da altre operazioni economiche. Le cifre sono rilevanti. Gli inquirenti parlano di almeno 1,8 milioni di euro incassati indebitamente in benefici sociali, a cui si aggiungono oltre 1,6 milioni di euro di redditi non dichiarati. In totale, una presunta frode superiore ai 3 milioni di euro.

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L’indagine si è conclusa con una serie di perquisizioni in più località e con l’arresto dei membri della famiglia coinvolti. Ora dovranno comparire davanti al tribunale di Draguignan per rispondere di accuse che includono lavoro non dichiarato, riciclaggio aggravato, uso illecito di beni societari e frode. Tutto partito da un controllo per eccesso di velocità che, invece di una semplice multa, ha acceso i riflettori su un presunto sistema di evasione e indebita percezione di fondi pubblici.

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