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Fare figli allunga la vita o la accorcia? La risposta, secondo la scienza, è meno intuitiva di quanto sembri. Un nuovo studio dell’Università di Helsinki suggerisce che il numero di figli potrebbe essere collegato a longevità e invecchiamento biologico, ma senza fornire regole valide per tutti.
I dati, raccolti su oltre 14.800 donne gemelle per ridurre l’influenza genetica, mostrano una tendenza interessante: chi non ha avuto figli e chi ne ha avuti molti presenta un rischio più elevato di mortalità e segni più rapidi di invecchiamento. Nel mezzo, invece, sembra esserci una sorta di equilibrio.
Secondo i risultati, il gruppo con i valori migliori è quello con circa due o tre figli, considerato un numero “medio”. Anche l’età ha un peso: avere figli molto presto è associato a un invecchiamento più rapido, ma questo effetto tende a ridursi quando si considerano altri fattori come indice di massa corporea e consumo di alcol. Resta invece stabile il dato principale: sia l’assenza di figli sia un numero elevato – con una media di quasi sette – sono collegati a esiti meno favorevoli.
Si tratta però di associazioni statistiche, non di rapporti causa-effetto. Alla base di queste osservazioni c’è una teoria nota come disposable soma, secondo cui l’organismo dispone di risorse limitate. Più energia viene investita nella riproduzione, meno ne resta per la manutenzione del corpo, con possibili effetti sulla durata della vita.
Una parte dello studio ha analizzato anche i marcatori biologici dell’invecchiamento in oltre mille partecipanti. I risultati mostrano che le scelte legate alla maternità possono lasciare una traccia biologica misurabile, visibile anche prima della vecchiaia. Non tutto però è spiegabile con la biologia evolutiva. Il fatto che anche chi non ha figli presenti risultati meno favorevoli suggerisce l’influenza di altri fattori non analizzati, come condizioni di salute preesistenti.
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I ricercatori sottolineano un punto fondamentale: questi dati non devono essere interpretati come indicazioni personali. La longevità dipende da molte variabili, e il numero di figli è solo una parte di un quadro molto più complesso. In altre parole, la scienza può osservare tendenze e proporre spiegazioni, ma non può – e non vuole – dire alle persone come organizzare la propria vita.
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