Ode al Nokia 3310

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Arma di distruzione di massa? Congegno elettronico di provenienza aliena? Non ci è dato saperlo con precisione.

Noi sappiamo solo che è un cellulare, anzi, lui è IL cellulare. Vi spieghiamo perché si è meritato la fama di essere uno dei simboli della memorabilità, oltre a rappresentare una leggenda.

All’incirca 70 milioni di anni fa, minuto più minuto meno, un evento catastrofico sconvolse la galassia a spirale nella Chioma di Berenice (FG?). Due corpi celesti, o forse di un altro colore, si scontrarono per motivazioni a noi ignote. Da questa collisione di immane potenza distruttiva, paragonabile ad un rutto dopo aver bevuto, alla goccia, 7 lattine di Fink alternate ad altrettanti arrotolati con doppio piccante, si generò uno sciame di detriti spaziali che, dopo molto girovagare, impattarono sulla terra tra la fine del ventesimo secolo e l’inizio del ventunesimo.

Nokia1

Nokia2

Tali detriti, vennero prontamente individuati dal servizio segreto della NOKIA, e portati di gran fretta nei laboratori della nota azienda di telefonia ormai quasi defunta. Una volta analizzati, si scoprì che si trattava di detriti composti per il 99% da un materiale indistruttibile, a cui venne associata la sigla 3310, e per il restante 1% da Adamantio. L’entrata in possesso da parte di Nokia di questa nuova materia prima, gettò le basi per la progettazione e la conseguente realizzazione del celeberrimo e pluripremiato dai kebabbari del mondo NOKIA 3310. Ok, questa era in sintesi la tesi complottistica, alla quale noi vogliamo e dobbiamo credere. La versione ufficiale ci dice sia stato sviluppato dal CEO di Nokia, come qualsiasi altro dispositivo della nota casa produttrice.

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