OLOGRAMMA per gli Smartphone del futuro.

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Creato l’OLOGRAMMA più sottile al mondo. Servirà per gli SMARTPHONE del futuro.

L’OLOGRAMMA è sempre stato sinonimo di futuro e fantascienza: chi non ricorda il famosissimo ologramma della Principessa Leyla che chiede aiuto tramite l’unità R2D2?  Tuttavia da oggi pensate che state vivendo nell’era in cui questi cominciano ad essere una realtà.

All’università RMIT hanno creato qualcosa di veramente splendido e noi stiamo già pensando a molte applicazioni poco utili ai fini scientifici. In ogni caso sono riusciti, in partnership dell’Institute of Technology di Pechino, nell’ardua impresa di progettare l’ologramma più “sottile” al mondo, dalle dimensioni di appena 25 nanometri. Ovviamente chiariamo subito che il nanometro non c’entra proprio nulla con quei piccoli e inutili rappresentazioni da giardino. Il “nano-ologramma” è mille volte “più piccolo” di un capello umano e se siete calvi non abbiamo molti altri esempi da proporre. Probabilmente è più catalizzante di Netflilx per la tua vita e non servono occhiali particolari (tranne quelli che vendevano sui giornaletti del supermercato, i famosi X-ray glasses, quelli sono sempre utilissimi anche se funzionano come l’aria condizionata sui treni estivi).

La notizia più sensazionale, tuttavia, è quella relativa al fatto che i creatori del “nano- ologramma” siano convinti di poter implementare presto questa tecnologia su diversi dispositivi, tra cui gli smartphone, nel campo dell’elettronica di consumo. Ciò significa che potrete vedere la vostra simpatica suocera in 3D virtuale, come se non bastasse il 3D reale. In particolare Min Gu, “direttore” del progetto e non il contorno n° 34 del menù, ha dichiarato che l’ologramma in questione è stato realizzato utilizzando “un semplice e veloce sistema di scrittura laser diretta, che rende il design adatto anche ad usi su vasta scala e alla produzione di massa“.

Ologrammi a basso costo

L’università RMIT ha una teoria ben precisa sul come rendere tutto questo possibile: vogliono infatti realizzare una speciale “pellicola rigida” da applicare alle varie tipologie di display (più piccoli degli schermi della Sony ovviamente) già esistenti in modo da consentire praticamente “a tutti” di accedere facilmente al mondo dell’olografia. “L‘introduzione degli ologrammi nell’elettronica di consumo renderebbe irrilevante la dimensione dello schermo (e solo quella! n.d.A.)“. Infatti, grazie a questo tipo di tecnologia, anche un semplice smartwatch, con il suo minuscolo display, potrebbe mostrare un quantitativo impressionante di informazioni.

Per arrivare a questo risultato la strada è ancora lunga e bisogna necessariamente ridurre le dimensioni dei pixel del “nano-ologramma” affinchè si possa implementare quest’ultimo correttamente nei nostri dispositivi tascabili e, probabilmente, indossabili. Nonostante ciò, l’esperimento condotto dall’università RMIT è sicuramente un “passo da giganti” verso questo tanto agognato obiettivo.

Ma lo sai che con il costo di un paio di arrotolati piccanti puoi avere anche tu un’assaggio di olografia? Clicca lesto per passare alla seconda pagina prima che le tue carni siano usate per farcire un kebab.

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