Fonte: YouTube
Sulla costa australiana si trova uno degli spettacoli più incredibili del mare: un punto in cui quattro onde si scontrano contemporaneamente, sollevando spruzzi d’acqua fino a 70 metri. Chris White e Ben Allen, membri di una piccola crew cinematografica, hanno recentemente filmato il fenomeno con droni, condividendolo sui social, dove ha rapidamente fatto il giro del web. White, che ha scoperto il luogo nove anni fa, ha confermato che la magia si ripete ancora oggi e che le immagini non sono state manipolate digitalmente.
“Il secondo che l’ho visto ho pensato fosse AI” ha raccontato White a Stab Mag, “Anche se lo avevo visto dal vivo, non immaginavo potesse apparire così. Ma assicuro che non è AI. Da lato sembra folle, ma con il drone abbiamo capito che non sono due onde, ma quattro picchi che si incontrano allo stesso tempo”.
Secondo White, nonostante abbia filmato onde per ore e ore, non aveva mai visto nulla di simile. Ha raccontato che persino un rinomato oceanografo australiano non credeva alle immagini: “Ho mostrato il video e ha detto ‘Wow, questo succede davvero? Non accadrà mai più. Qui perdono le navi nel Triangolo delle Bermuda’. Ma noi l’abbiamo catturato più e più volte.”
Per motivi di sicurezza, i due filmmaker non hanno rivelato la posizione precisa dell’evento, evitando che l’area diventi meta di influencer in cerca dello scatto perfetto. Grazie a questo, possiamo godere della meraviglia del fenomeno senza rischiare che diventi una moda pericolosa. La combinazione di quattro onde che si incontrano su un fondale basso crea uno spettacolo unico, confermando quanto la natura possa sorprendere anche chi la osserva da anni.
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Tra spruzzi enormi, angoli impossibili e una prospettiva dall’alto fornita dai droni, la cosiddetta “onda pazza” australiana dimostra quanto i confini tra realtà e immagini digitali possano confondersi, pur restando assolutamente naturali. Chris White e Ben Allen hanno catturato una di quelle meraviglie che sembrano uscite da un software di intelligenza artificiale, ma che il mare continua a replicare da solo, senza bisogno di pixel o algoritmi.
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