Sacerdote chiude campetto di calcio dell’oratorio: “Troppe bestemmie” [+COMMENTI]

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Sacerdote chiude campetto di calcio dell’oratorio: “Troppe bestemmie” [+COMMENTI]

| 10/08/2020
Sacerdote chiude campetto di calcio dell’oratorio: “Troppe bestemmie” [+COMMENTI]

Chiuso per bestemmie

  • Il parroco della chiesa dei Santi Maria e Clemente di Valenzatico ha deciso di chiudere il campetto di calcio del suo oratorio
  • La motivazione è singolare: “eccesso di bestemmie
  • Il gruppo di ragazzini che frequentano il campetto erano soliti utilizzare un linguaggio troppo scurrile
  • Dopo aver chiesto più volte di moderare il linguaggio, il sacerdote ha deciso di ricorrere ad una soluzione più estrema
  • Il parroco ha quindi chiuso i cancelli del campetto affiggendo un volantino per spiegare la motivazione del suo gesto

 

Il parroco della chiesa dei Santi Maria e Clemente di Valenzatico, frazione di Quarrata, in provincia di Pistoia, ha deciso di chiudere il campetto di calcio dell’oratorio per “eccesso di bestemmie“. Da oltre un mese, don Roberto Razzoli ha cercato di richiamare all’ordine un gruppo di ragazzini tra i 12 e i 15 anni che erano soliti frequentare il campo da calcio scambiandosi una serie di imprecazioni e bestemmie.

Dopo aver chiesto più volte di moderare il linguaggio e aver visto genitori e nonni allontanarsi dai giochi per i bambini più piccoli per non esporli ai termini troppo scurrili, il sacerdote ha quindi deciso di intervenire in un modo più estremo, chiudendo l’accesso al campetto di calcio.

Il cartello esplicativo

Il parroco non si è limitato a chiudere il campetto, ma ha deciso di esporre un volantino fuori dal cancello per spiegare le sue ragioni. Sul cartello affisso il parroco ha spiegato che, dopo “vari richiami fatti ai ragazzi e adolescenti che giocano nel campino parrocchiale ad una attenzione maggiore a non bestemmiare e non parlare con parole volgari”, data la continua inosservanza delle regole, “mi trovo costretto a chiudere il Campino”.

Il sacerdote ha poi specificato che l‘uso del campo sarà concesso solo con la presenza dei genitori, affinché questi “si assumano la responsabilità dei gesti e parole dei ragazzi che giocano”.

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Non mi aspettavo tutto questo clamore. Ho preso questa decisione a malincuore, ma l’ho fatto soprattutto per dare un segnale, per far capire ai ragazzi la gravità del loro comportamento”, ha commentato il sacerdote alla redazione di Repubblica.

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