PanDakar, la prima auto italiana a finire la Dakar

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La memorabilità del pandino non conosce confini, non conosce terreni insidiosi e, soprattutto, conferma il suo saper dare il meglio di se proprio quando viene derisa. La PanDakar è la prima autovettura italiana ad aver completato la Dakar, una delle corse automobilistiche più insidiose e difficili del pianeta. Nessuno avrebbe mai scommesso su di lei, tranne noi che sappiamo quanto sia memorabile.

Il pandino è stato l’incredibile protagonista alla Dakar 2017, la corsa più dura del mondo. Per la prima volta nella storia di questa massacrante competizione la Panda 4×4 Cross, guidata ovviamente da memorabili piloti italiani (Giulio Verzeletti e Antonio Cabini) è riuscita a tagliare il traguardo finale del raid, conquistando il palmares di prima auto italiana, di primo modello Fiat e di prima vettura derivata da una utilitaria di serie a compiere questa impresa.


E, tanto per aggiungere “sboronaggine” e prestigio alla cosa, c’è il fatto che nessuno avrebbe mai dato una sola chance alla piccola di casa fiat, la quale era data tra le sicure sconfitte sulla carta.
La straordinaria impresa di PanDakar – una vettura rivista soltanto con alcuni adattamenti per resistere alle sollecitazioni estreme. Le dimensioni compatte e le altre caratteristiche che rendono Fiat Panda agile e maneggevole – e in particolare quelle della Panda 4×4 che, fin dal primo modello, aumentano diametralmente le prestazioni d’ignoranza stupefacentemente inaudita che più volte abbiamo elogiato, hanno reso possibile il risultato messo a segno nell’edizione 2017 della Dakar, superando terreni proibitivi e condizioni climatiche avverse.

Le 12 tappe dell’edizione 2017 della Dakar hanno attraversato 3 Paesi dell’America Latina: Argentina, Bolivia e Paraguay, per un totale di quasi 9.000 km, di cui più di 4.000 km di estenuanti prove speciali. La PanDakar è stata sottoposta a durissime sollecitazioni.


Sette prove speciali hanno superato i 400 km, di cui una oltre 500 km. Per ben cinque giorni e più di 2.200 km vettura ed equipaggio hanno dovuto fronteggiare le problematiche dovute alla carenza di ossigeno dovuta all’altitudine, mai sotto i 3.500 metri. Inoltre, le temperature spesso superiori ai 40 gradi, unite all’estrema variabilità del tempo, hanno contribuito a mettere a durissima prova sia la resistenza meccanica della PanDakar, che quella fisica dell’equipaggio.

Da notare che dei 93 equipaggi iniziali, solamente 53, tra cui appunto quello composto da Verzeletti e Cabini, hanno portato a termine la gara. A fine 2016 Panda si è confermata, per il quinto anno consecutivo, la vettura più venduta in Italia, continuando la fortunata tradizione di ignoranza memorabilmente meccanica che noi, su CM, non smetteremo mai e poi mai di elogiare.

Fonte: Ansa motori


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