Mi sentivo solo: così il parroco celebra la messa con i selfie dei parrocchiani

Commenti Memorabili CM

Mi sentivo solo: così il parroco celebra la messa con i selfie dei parrocchiani

| 18/03/2020
Mi sentivo solo: così il parroco celebra la messa con i selfie dei parrocchiani

Che tristezza quei banchi vuoti: così don Giuseppe ha avuto un’idea.

  • Don Giuseppe è il parroco di Robbiano di Giussano
  • Causa Coronavirus, deve celebrare la messa da solo
  • Allora ha chiesto un supporto ai suoi parrocchiani

 

Da quando è scattata l’emergenza Coronavirus, uno dei primi luoghi ad essere stato chiuso è la chiesa. Durante le celebrazioni, infatti, i fedeli si affollano e rispettare le norme di sicurezza diventa impossibile. I sacerdoti hanno comunque continuato a celebrare la messa, collegandosi con i fedeli, laddove possibile, in streaming web. Si capisce però che non è la stessa cosa.

A soffrirne è stato soprattutto il parroco di un piccolo comune della Brianza, Robbiano di Giussano. Don Giuseppe, questo il suo nome, cominciava a non trovare più alcun piacere nelle celebrazioni quotidiane. “Vedere le panche vuote mi dà un senso di tristezza” ha detto ai suoi parrocchiani, chiedendo loro un piccolo aiuto morale. Loro infatti possono vedere il loro sacerdote, appunto grazie allo streaming. Ma lui si sentiva solo.

Così ha chiesto a tutti quelli che solitamente affollavano la sua chiesa di mandargli una foto, un selfie. Lui ha diligentemente stampato gli scatti (“ho finito il toner, per quante foto mi sono arrivate”) e poi li ha attaccati con lo scotch sui banchi. E non lo ha fatto a casaccio: non solo ha rispettato le distanze di sicurezza di un metro, ma ha anche assegnato ad ognuno il suo posto. Così, bimbi in prima fila, chierichetti sull’altare, fedeli nei banchi.

Distanti ma vicini

Nella chiesa, durante la celebrazione con i selfie, c’era comunque un silenzio surreale. Tutto questo resta solo un surrogato di normalità, di quella normalità che non abbiamo mai apprezzato a sufficienza. L’iniziativa di don Giuseppe può anche sembrare stravagante o un po’ strampalata, ma testimonia l’umanissimo bisogno di contatto fisico che ognuno di noi sta sperimentando in questo momento.

Leggi anche: Il prete che benedice i fedeli dall’Ape contro il coronavirus

Per ora ci contentiamo di pallidi simulacri: videochiamate, foto, emoji che cercano di evocare i sentimenti che non possiamo esprimere con un abbraccio. Ma non stentiamo ad immaginare come si sente don Giuseppe, perché quello che desidera lui è quello che desidera ognuno di noi. Tornare a stringerci le mani e a stare vicini.

logo-img
La redazione di commentimemorabili.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su commentimemorabili.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
Chiedi la correzione di questo articoloValuta il titolo di questa notizia
Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend