Parroco si infuria e introduce la tassa sulla scollatura delle spose

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Il sacerdote ha pubblicato un bollettino in cui invita a pagare un obolo in base alla “generosità” della scollatura nuziale

Sposa bagnata, sposa fortunata: non si può dire invece lo stesso della sposa scollata, almeno quelle che tenteranno di mettere bene in mostra il décolleté a Venezia. Un sacerdote locale ha infatti lanciato una provocazione nell’ultimo bollettino parrocchiale, introducendo una tassa sulla scollatura dell’abito nuziale. Al crescere dei centimetri di pelle scoperta aumenterà l’importo da pagare per celebrare il matrimonio.

L’idea sta scatenando una discussione interminabile: c’è chi parla di un messaggio ironico e leggero da parte del parroco, mentre altri non hanno affatto gradito, accusando la Chiesa di non essere ancora al passo con i tempi. Quello dell’abbigliamento adeguato in un luogo di culto è un argomento che viene discusso da tempo, ora è stato allargato anche al momento del fatidico sì. Ma chi è questo prete che ha deciso di tassare gli abiti da sposa?

Scollatura nuziale audace

La proposta doveva rimanere confinata alla provincia lagunare, mentre invece ne sta parlando tutta Italia.

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