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Osservare il proprio partner che annuisce con lo sguardo perso nel vuoto mentre gli raccontate la vostra giornata è un grande classico che genera frustrazione e distanza nella coppia. Tuttavia, secondo le rivelazioni dello psicologo David Joseph diffuse da Vice, dietro questo muro di silenzio non si nasconde necessariamente un totale disinteresse affettivo. Molto spesso, infatti, subentrano i binari letali delle vecchie abitudini comunicative che spingono le persone a credere di sapere già esattamente cosa l’altro stia per dire. Questo cortocircuito cognitivo induce l’ascoltatore a disconnettersi dal presente per rifugiarsi in schemi passati e ormai obsoleti.
Un altro ostacolo insidioso è la tendenza a trasformare la conversazione in una gara di velocità mentale, in cui si è troppo concentrati su cosa dire dopo invece di elaborare il messaggio corrente. A questo si aggiunge l’effetto barriera che si attiva automaticamente quando una persona avverte una minaccia, finendo per chiudersi per pura difesa. Se nel tentativo di farci ascoltare iniziamo a ripeterci, ad avanzare pretese o a sembrare apertamente critici, l’interlocutore tenderà a spegnere definitivamente i propri radar. Non vanno poi sottovalutati fattori esterni e ordinari come lo stress, la stanchezza o le distrazioni personali.
Per evitare che il salotto di casa si trasformi in un talk show televisivo dove tutti parlano contemporaneamente e nessuno si capisce, David Joseph suggerisce di cambiare strategia partendo dall’empatia. Il primo passo fondamentale consiste nel provare a mettersi nei panni dell’altro, uno sforzo utile a comprendere il punto di vista del partner senza per questo dover sminuire le proprie ragioni personali. Abbandonare il ruolo di pubblica accusa permette di disinnescare l’aggressività e di gettare le basi per un confronto che sia finalmente costruttivo e bidirezionale.
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Il secondo pilastro salvavita richiede di restare calmi parlando con estrema chiarezza dei propri sentimenti intimi, evitando accuratamente di puntare il dito o lanciare colpe precise. La rabbia, infatti, non fa altro che generare ulteriore risentimento, alzando barriere ancora più spesse tra le mura domestiche. Infine, l’ultima regola d’oro per salvare la comunicazione richiede l’abilità tattica di scegliere il momento giusto per discutere, preferendo quelle finestre temporali in cui entrambi i componenti della coppia sono liberi da fatiche e predisposti a un ascolto autentico.
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