Password deboli: le pessime abitudini riguardano sia la Gen Z che gli over 80

Gen Z e nonni a confronto: comodità batte sicurezza nella scelta delle password

 

C’è un mito persistente secondo cui i giovani sono nati con la conoscenza digitale nel DNA, mentre gli over 80 navigano online come fossili smarriti. Eppure, se parliamo di sicurezza e password, Gen Z e nonni sembrano più simili di quanto pensassimo. La ricerca di NordPass ci ricorda che quando si tratta di scegliere password, l’età importa poco: comodità e pigrizia parlano più forte della prudenza.

Sebbene i giovani siano cresciuti con smartphone, social e app, i risultati sono sorprendenti. La loro creatività digitale non si traduce in sicurezza: le password più comuni restano “admin”, “123456”, “password” o persino nomi propri. Insomma, cambiano i device, ma non le abitudini.

Le password più amate (e temute dai cracker)

Il rapporto annuale “Top 200 Most Common Passwords” mostra che l’innovazione non ha ancora vinto: tra le nuove tendenze, spuntano squadre di calcio e, in alcuni casi, bestemmie. Da Roma a TikTok, la fantasia digitale si ferma davanti alla facilità. Queste scelte, sebbene comode, aprono la porta ai malintenzionati e riducono a zero qualsiasi protezione.

Per gli esperti, una password sicura dovrebbe avere almeno otto caratteri, combinare lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli speciali. Tuttavia, sembra che i consigli rimangano lettera morta. La sicurezza online richiede attenzione, ma tra comodità, memorizzazione rapida e pigrizia digitale, la tentazione di scegliere “123456” o “admin” è irresistibile.

Quando la generazione Z incontra gli over 80

Sorprendentemente, i comportamenti dei diciottenni e degli ottantenni convergono in questa sfida digitale. Entrambi tendono a trascurare la complessità in favore di soluzioni semplici e facili da ricordare. Non è questione di competenza o di ignoranza, ma di abitudini consolidate: la comodità batte sempre la prudenza.

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Insomma, la sicurezza non ha età, e la lezione è chiara: non importa se sei su TikTok o su Facebook, se hai 18 o 80 anni, se la tua password è “password” o “admin”, il rischio di essere hackerati è reale. Forse è il momento di prendere sul serio quei consigli sugli otto caratteri e simboli speciali, prima che sia troppo tardi.

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