Com’è quella storia delle donne che non si lamentano mai se stanno male? Che lavorano instancabili anche con la febbre a 42? E gli uomini che invece a 37.1 di temperatura sono moribondi? Forse sarà divertente questa diceria, un po’ come la storia della donna che non sa guidare, ma di vero non c’è niente. E imbattersi nella donna che si sente malata senza motivo, in tua moglie malata senza motivo, è esasperante. Io sono Giulio e sono entrato nel secondo anno di matrimonio con mia moglie. Che 3 giorni fa si è presa l’influenza. La prima che vedo io, che neanche da fidanzati l’ho mai vista starnutire. Qui ci sono gli screen di oggi, il terzo giorno, con le carte in tavola (buttate da me) dopo che in 3 giorni scarsi ho saltato un giorno di lavoro, preso due permessi e fatto 8 (otto!) viaggi in farmacia. Per lei. Ovviamente senza un reale motivo. Che altro dovrei fare, a parte augurarmi di stare male io piuttosto che lei? Sono esausto, e non so quanto ancora durerà. Ovvero quando deciderà che sta bene.
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Il nostro fan Giulio racconta di essere entrato nel secondo anno di matrimonio con sua moglie e di essersi trovato ad affrontare una situazione inaspettata. Prende le distanze da alcuni luoghi comuni diffusi, come quello secondo cui le donne non si lamenterebbero mai quando stanno male e lavorerebbero instancabili anche con la febbre alta, o come quello che vuole gli uomini prostrati già a 37.1 di temperatura. Secondo il nostro amico, si tratta di dicerie divertenti quanto il cliché della donna che non sa guidare, ma prive di qualsiasi fondamento reale.
Il follower spiega che tre giorni prima del momento in cui scrive, sua moglie ha contratto l’influenza. Si tratta, a quanto riferisce, della prima volta in assoluto che la vede ammalarsi: nemmeno durante il periodo del fidanzamento l’aveva mai sentita starnutire. La cosa che lo colpisce maggiormente è che, a suo dire, non ci sarebbe un motivo reale alla base del malessere avvertito dalla donna.
Il nostro fan allega degli screenshot relativi al terzo giorno di malattia della moglie, definendoli come “le carte in tavola”, messe sul piatto da lui stesso. In quei tre giorni scarsi, riferisce di aver saltato un giorno di lavoro, preso due permessi e compiuto ben otto viaggi in farmacia, tutto in favore della moglie. Sottolinea che questo dispendio di energie e tempo sarebbe avvenuto, a suo avviso, senza una reale necessità.
L’amico conclude il suo racconto dichiarandosi completamente esausto e ammettendo di non sapere quanto ancora durerà la situazione, ovvero quando sua moglie deciderà di stare bene. Arriva a dire che preferirebbe essere malato lui al posto suo, pur di non dover continuare a gestire la circostanza. Allega la segnalazione alla rubrica Commenti Memorabili.
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