Fonte: Pixabay
Quando osserviamo una mappa, la nostra mente tende automaticamente ad associare il Nord con la parte superiore. Questa convenzione è così radicata nella nostra percezione del mondo che raramente ci fermiamo a riflettere sul perché sia così. In realtà, non esiste una ragione “naturale” per cui il Nord debba essere posizionato in alto. Si tratta piuttosto di una convenzione storica e culturale che si è affermata nel tempo.
Prima dell’adozione generalizzata del “Nord in alto”, le mappe antiche spesso orientavano le direzioni in base a riferimenti diversi. Ad esempio, molte mappe medievali europee, note come “Mappae Mundi“, erano orientate con l’Est (dove sorge il sole e si riteneva si trovasse il Giardino dell’Eden) in alto. In altre culture, come in alcune tradizioni islamiche, il Sud poteva essere posizionato in alto, orientando le mappe verso La Mecca. Queste scelte erano spesso legate a motivazioni religiose, culturali o pratiche, come l’orientamento per la preghiera.
La transizione verso il “Nord in alto” iniziò a prendere piede con l’avanzare delle esplorazioni e della navigazione. L’introduzione della bussola magnetica, che punta al Nord, fu un fattore chiave. I cartografi e i navigatori, che già si orientavano con la stella Polare, trovarono pratico allineare le loro mappe con lo strumento. Il cambiamento si consolidò durante l’era delle esplorazioni marittime (XVI‑XVII secolo) grazie a Mercatore, che progettò mappe coerenti con la navigazione nord-sud e orientate al nord.
È fondamentale comprendere che il concetto di “alto” e “basso” su un pianeta sferico come la Terra è puramente arbitrario. Non esiste un “su” o un “giù” nello spazio. Se la Terra venisse osservata da una prospettiva diversa nello spazio, qualsiasi punto potrebbe essere considerato “in alto”. Il fatto che associamo il Nord con l’alto è il risultato di una scelta arbitraria che è diventata uno standard accettato globalmente.
L’arbitrarietà è evidenziata dal fatto che alcune mappe, per motivi artistici, politici o didattici, scelgono di invertire l’orientamento tradizionale, posizionando il Sud in alto. Queste mappe non sono “sbagliate” o “capovolte”, semplicemente adottano una prospettiva diversa. Ad esempio, la mappa artistica di Joaquín Torres García del 1943, “América Invertida”, e la versione pubblicata nel 1979 da Stuart McArthur pongono l’Australia o il Sudamerica in cima, come gesto di affermazione culturale contro l’eurocentrismo.
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La convenzione del “Nord in alto” è profondamente radicata e continuerà probabilmente a essere lo standard per la maggior parte delle mappe. Tuttavia, è importante essere consapevoli che si tratta di una convenzione, non di una legge naturale.
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