Perché non stai sorridendo?

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Lo sfarfallio della lampadina si interruppe dopo che, con un giro e mezzo di polso, la avvitai alla sua postazione.

Un sospiro di sollievo fuggì dalla mia bocca. Finalmente la luce, seppur fioca, poteva illuminare quella stanza così dismessa e fatiscente qual’era il mio ripostiglio. L’odore che lo permeava era insopportabile e in più a causa delle sue ristrette dimensioni trasmetteva un certo senso di oppressione e di paralisi insopportabile.

Perciò presi, con una certa fatica, ciò per cui mi ero infiltrato lì e me ne andai più velocemente possibile. Un giorno sistemerò quella “giungla” di cianfrusaglie ma fino ad allora, mi accontento delle mie batterie sottili e mi dirigo verso il soggiorno. Quello spazio così ampio, pulito e libero, se contrapposto al ripostiglio, dava la stessa sensazione di esser uscito di galera dopo 20 anni di prigionia, costretto a vivere in un ambiente viziato per poi riuscire a respirare veramente per la prima volta. Un sorriso mi riga il volto. I miei passi si fanno sempre più frequenti fino a rasentare la corsa. Il divano era lì, come un cane fedele, mi aspettava davanti al televisore acceso.

divano la sera davanti alla tv

Con un salto mi trovo già comodo tra le morbide imbottiture del mio amico pronto per trafficare con il telecomando. Non che il programma che trasmettevano non fosse di mio gradimento. I documentari sugli animali sono molto interessanti e sicuramente più educativi di altri show o reality che circolano tra le ore del giorno. Ciononostante presto sarebbe cominciato un bel film horror e non volevo di certo perdermelo.

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