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Chi ha vissuto una relazione tossica spesso si ritrova a fare la stessa domanda: com’è possibile non essersene accorti prima. La risposta, secondo la psicologia, non ha a che fare con ingenuità o scarsa autostima. Uno studio pubblicato su Personal Relationships e condotto dall’Università di Innsbruck suggerisce che le persone più empatiche hanno maggiori probabilità di finire coinvolte con partner manipolatori. Non perché li cerchino, ma perché tendono a concedere più spazio e fiducia nelle prime fasi del rapporto.
I ricercatori hanno confrontato due profili opposti. Da un lato la dark triad, che include narcisismo, machiavellismo, psicopatia e sadismo quotidiano. Dall’altro la light triad, caratterizzata da fiducia negli altri, rispetto e tendenza a vedere le persone come fini e non come mezzi. Due modi diversi di leggere il mondo che, quando si incontrano, producono dinamiche relazionali molto specifiche.
Per osservare queste interazioni, lo studio ha analizzato sei sessioni di speed dating svolte nel maggio 2023. Hanno partecipato 128 persone, per un totale di quasi 1500 incontri da tre minuti. Prima degli appuntamenti, ogni partecipante ha compilato questionari psicologici. Dopo ogni incontro, la domanda era semplice: vorresti rivedere questa persona.
I risultati mostrano che i profili con tratti machiavellici o sadici venivano rifiutati più spesso in generale. Ma quando si trovavano davanti persone con alti livelli di empatia, la probabilità di essere scartati diminuiva. In altre parole, le persone empatiche non selezionano attivamente i manipolatori, ma risultano più disponibili a dare loro una possibilità.
Chi appartiene alla light triad interpreta i comportamenti ambigui in modo diverso. Dove altri vedono un campanello d’allarme, una persona molto empatica può leggere fragilità, difficoltà o bisogno di comprensione. Questo approccio è lo stesso che le rende affidabili nelle relazioni sane, ma riduce la soglia di diffidenza iniziale.
Lo studio evidenzia anche una differenza importante. Narcisismo e psicopatia non penalizzano chi li possiede nelle prime interazioni, perché possono apparire affascinanti e sicuri. Machiavellismo e sadismo, invece, emergono più facilmente già nei primi minuti. Questo significa che alcune personalità manipolatorie riescono a costruire legami prima che i segnali diventino evidenti.
La conclusione dei ricercatori è chiara. Le persone empatiche non finiscono in relazioni tossiche perché si amano poco, ma perché la loro apertura relazionale abbassa le difese iniziali. Non ignorano necessariamente i segnali, spesso li interpretano in modo più indulgente. Resta una domanda ancora aperta: chi è più empatico percepisce i segnali e li minimizza, oppure li legge davvero in modo diverso fin dall’inizio.
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Per rispondere serviranno studi più lunghi, magari osservando le relazioni nel tempo o analizzando dinamiche su app di dating e contesti diversi. Nel frattempo, la ricerca chiarisce un punto: la fiducia negli altri può essere una forza, ma anche il momento esatto in cui qualcuno riesce a entrare senza trovare resistenza.
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