Cosa ci fanno 682 persone in costume da dinosauro? Frantumano il record mondiale [+VIDEO]

All’Università di Calgary un evento tra studenti, staff e famiglie entra nella storia di Guinness World Records con una parata “giurassica” da record

 

L’Università di Calgary si è trasformata per un giorno in una scena degna di un film preistorico grazie a un’iniziativa tanto insolita quanto ufficiale: il tentativo di battere il record mondiale per il maggior numero di persone vestite da dinosauri nello stesso luogo. L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio, superare quota 468, primato precedente stabilito negli Stati Uniti.

Il risultato ha superato ogni aspettativa: ben 682 persone in costume da dinosauro hanno invaso il campus, dando vita a un colpo d’occhio surreale fatto di tute gonfiabili, pigiami a tema e costumi integrali. L’evento ha coinvolto l’intera comunità universitaria, dai professori agli studenti, passando per personale amministrativo e famiglie con bambini, tutti uniti dalla stessa idea decisamente fuori dal comune.

La corsa al record tra conteggi ufficiali e regole rigorose

Dietro l’atmosfera festosa, però, il tentativo di record ha seguito un protocollo preciso. Gli organizzatori hanno lavorato a stretto contatto con Guinness World Records, che ha stabilito criteri molto rigidi per validare la partecipazione. Non bastava sembrare un dinosauro: i costumi dovevano coprire completamente la persona, senza lasciare spazio a interpretazioni creative.

Il momento della verifica è stato affidato a un ufficiale incaricato che ha contato ogni partecipante uno per uno, mentre il pubblico osservava in silenzio. Alcuni momenti sono stati supportati anche da riprese aeree con droni, utilizzate per documentare l’evento dall’alto e garantire la correttezza del conteggio finale. Una procedura lunga, ma necessaria per certificare il nuovo primato mondiale.

Dalla tensione al festeggiamento: quando il record diventa festa

Quando il numero ufficiale ha superato il vecchio record, la reazione è stata immediata. Tra applausi, abbracci e urla di gioia, il campus si è trasformato in una celebrazione collettiva. La musica ha accompagnato il momento più simbolico, con i partecipanti che hanno ballato sulle note di We Are the Champions, rendendo ancora più scenografico il risultato ottenuto.

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Secondo i responsabili dell’iniziativa, il progetto è nato anche come occasione per celebrare l’anniversario dell’università e rafforzare il senso di comunità. Il risultato è stato un evento che ha unito persone di età diverse sotto lo stesso tema giocoso, con una partecipazione così ampia da essere definita dagli organizzatori come un momento di gioia condivisa difficile da dimenticare.

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