I peti femminili puzzano di più: la scienza spiega il perché

Odore, chimica e cervello: quando una puzzetta racconta più di quanto pensi

 

La flatulenza è una costante biologica, circa 23 emissioni al giorno per ciascuno di noi. Ma se si tratta di odore, la chimica fa la differenza: gli uomini producono più gas, ma le donne vincono in termini di intensità. Il colpevole? L’idrogeno solforato, un gas a base di zolfo che regala il classico odore di “uovo marcio”.

Uno studio pubblicato su Gut e guidato dal Dr. Michael Levitt ha analizzato la composizione delle scoregge maschili e femminili, mostrando che la concentrazione di questa molecola è significativamente più alta nelle donne. Giudici esterni hanno confermato: le puzzette femminili risultano più sgradevoli rispetto a quelle maschili.

Odore sgradevole, benefici insospettabili

Non lasciatevi ingannare dal naso: l’idrogeno solforato non è solo una punizione olfattiva. In quantità controllate, questo gas è fondamentale per la comunicazione tra neuroni e supporta il funzionamento cerebrale. Alcuni studi preliminari suggeriscono che un buon livello di idrogeno solforato potrebbe aiutare nella manutenzione neurologica e persino nella memoria a lungo termine.

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Così, quella fastidiosa emissione che fa arrossire chi la subisce potrebbe essere un segnale di un intestino e un cervello in buona salute. Un paradosso: ciò che fa storcere il naso potrebbe essere un alleato silenzioso del cervello, ricordandoci che anche le scoregge hanno un ruolo biologico più importante di quanto pensiamo. Insomma, la prossima volta che sentite l’odore pungente di una scoreggia femminile, sappiate che non è solo imbarazzante: è chimica, biologia e salute cerebrale in un piccolo pacchetto odoroso.

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